Fascicolo sanitario elettronico, rilasciate le linee guida

Il documento guiderà la messa a punto dello strumento che servirà a raccogliere tutta la storia clinica del paziente, abbandonando la carta

Con la pubblicazione ufficiale delle linee guida per la predisposizione dei piani regionali, dallo scorso 31 marzo è partito il conto alla rovescia per l’attivazione definitiva del fascicolo elettronico. Le Regioni, infatti, dovranno entro il 30 giugno 2015, realizzare tutti gli strumenti necessari all’avvio di quella che si annuncia come la “rivoluzione digitale” della sanità. Il Governo ha stabilito che le Regioni che non si saranno fatte trovare pronte per quella data, saranno sanzionate con il taglio del tre per cento dei fondi provenienti dal Fondo sanitario nazionale.

Uno strumento importante ma delicato. Il trasferimento sul Web dei dati sensibili dei cittadini, come è facile immaginare, comporta alcune criticità. “L’idea del fascicolo elettronico, insieme a quella ricetta medica dematerializzata – ha spiegato a Bussola SanitàAlberto Chiriatti, vicesegretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) della provincia di Roma – rappresenta un’innovazione importante nell’ottica del rendere più efficienti i servizi sanitari. Il rilascio delle linee guida ci avvicina alla fase operativa ma il tempo che ci separa dall’attivazione effettiva di questo strumento deve essere utilizzato per decidere con precisione il suo meccanismo”.

I dati sono e resteranno di proprietà del cittadino.La messa a punto del fascicolo elettronico, tra le altre cose, richiede che siano stabiliti con precisione i criteri di accesso e di modifica dei dati. “È importante ribadire – ha aggiunto Chiriatti – che tutti i dati appartengonounicamente al cittadino. Un passo importante consisterà nell’individuare il professionista della sanità che svolgerà il ruolo di ‘gestore’ dei dati. Secondo noi la figura ideale è rappresentata dal medico di famiglia, l’unico medico che conosce con precisione la storia clinica del paziente e della sua famiglia e che potrebbe costituirsi anche come garante del legittimo uso delle informazioni”.

Fondamentale il rispetto della privacy.Una delle preoccupazioni legate al caricamento di notizie sensibili sul web è rappresentata dalla potenziale violazione della privacy. “I criteri di funzionamento del fascicolo elettronico – ha spiegato ancora Chiriatti – dovranno lasciare al cittadino la facoltà di includere tutte le informazioni o di filtrarne una parte. Si potrebbe stabilire, ad esempio, che i servizi di emergenza possano avere accesso immediato alla totalità della storia clinica del paziente, per meglio reagire a incidenti o a malattie improvvise".

"Al contrario, il cittadino - ha concluso Chiriatti - potrebbe decidere di non includere nel fascicolo elettronico notizie relative, per esempio, alla sua sieropositività o all’essere portatore di patologie psichiatriche. Per raggiungere tutti questi obiettivi, tutti i software impiegati, anche i semplici gestionali installati negli studi di medicina generale, dovranno essere adeguati alle nuove esigenze, per garantire al paziente il massimo grado di sicurezza e fiducia”.

@gianlucacasponi

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