Alzheimer, un test clinico può misurare il livello di rame nel sangue

Sviluppato dai ricercatori del Fatebenefratelli, l'esame viene già effettuato al Policlinico Gemelli

Basterà sottoporsi a un prelievo di sangue per conoscere la quantità di rame nel sangue, grazie al test messo a punto dai ricercatori dell’Afar, l’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca, e già pienamente operativo presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Sapere con precisione il livello ematico di questo metallo può essere di importanza fondamentale nella diagnosi e nel trattamento del morbo di Alzheimer. Per avere informazioni su questo esame, è disponibile il numero dell’ufficio relazioni col pubblico del Gemelli: 06-35510330 06-35510332.

Entro certi livelli il rame è indispensabile al nostro organismo, per lo sviluppo dello scheletro, del tessuto connettivo e per il funzionamento del sistema nervoso. Lo assumiamo abitualmente in molti dei cibi che mangiamo e a volte persino nell’acqua. È stato recentemente scoperto, tuttavia, che un livello eccessivo di tale metallo è tra le cause di questa particolare forma di demenza. In particolare il test messo a punto al Fatebenefratelli rileva la quota di rame cosiddetto “libero”, ovvero quella parte che circola senza essere legato alla ceruloplasmina, la proteina che di solito lo trasporta.

Il meccanismo del test è piuttosto semplice, una volta effettuato il prelievo, il sangue viene analizzato con una sonda fluorescente che emette dei segnali proporzionali alla quantità di rame “libero” presente nel campione analizzato. Grazie a questo test, dunque, sarà possibile scoprire se una persona presenta una quantità in eccesso di questo minerale nel proprio corpo, un'anomalia che può essere trattata e normalizzata, riducendo di fatto il rischio di sviluppare l’Alzheimer.