La prevenzione cardiovascolare inizia già da piccoli

Come prevenire una malattia cardiovascolare controllando il rischio cardiovascolare secondario, ovvero quello legato ad altre patologie

È possibile prevenire, da bambini, una malattia cardiovascolare futura? Secondo un articolo pubblicato su Policlinico News, per giocare d'anticipo su una patologia che colpirà l'apparato cardiocircolatorio è bene indirizzare bambini e famiglie a porre particolare attenzione verso alcuni comportamenti a rischio.

 

COME PREVENIRE MALATTIE CARDIOVASCOLARI FUTURE 

Secondo gli esperti del Policlinico Umberto I di Roma, la prima forma di tutela è una corretta educazione verso un regime alimentare salutare e ad un'attività sportiva regolare. Infatti, l'accumulo di grassi e il deposito sulle pareti dei vasi sanguigni sono il principale fattore di rischio per l'arteriosclerosi, che può portare a conseguenze gravissime come infarto e ictus cerebrale.

Per questo il Policlinico di Roma ha attivato un Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale presso il Dipartimento di Pediatria. Il percorso è ideato e strutturato con l'obiettivo di prevenire il rischio cardiovascolare secondario a:

  1. Obesità e sovrappeso

  2. Patologie del fegato (in quanto organo principalmente coinvolto nelle alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico)

  3. Dislipidemie infantili sia ereditarie (Ipercolesterolemia, Ipertrigliceridemia anche in forme combinate) che acquisite.

La prevenzione è fondamentale perchè permette una diagnosi precoce di quelle patologie che comportano un rischio secondario di future malattie cardiovascolari, Inoltre, le attività preventive permettono di ottimizzare le risorse, riducendo sensibilmente i costi derivanti da screening di massa e da diagnostica di laboratorio non individualizzata.

 

I FATTORI DI RISCHIO?

In età pediatrica si possono riconoscere due tipologie di fattori di rischio di future patologie cardiovascolari, quelli fisici e quelli ematochimici. 

Tra i fattori fisici possiamo individuare:

  • sovrappeso;
  • obesità;

  • sindromi genetiche associate ad obesità/bulimia. 

Tra i fattori Ematochimici, possono essere rilevati: 

  • ipercolesterolemia Familiare e Poligenica;

  • ipertrigliceridemie;

  • dislipidemie in genere;

  • iperlipoproteinemia-a;

  • trombofilia.

Ulteriore elemento di prevenzione è individuato dal Ministero della Salute (nei report presentati alla Giornata Mondiale del cuore) nell'essenzialità di avere a disposizione un quadro completo di tutte le forme di ipercolesterolemia familiare: “contribuire ad individuare tutte le forme di Ipercolesterolemia familiare misconosciute poichérappresentano il Primo fattore di rischio cardiovascolare”.

Gli approfondimenti diagnostici che possono rendersi necessari sono “Visita cardiologica ed ECG (elettrocardiogramma), - ha elencato il Prof. Massimo Perla, Responsabile dell'attività del Percorso Diagnostico del Policlinico Umberto I - prelievo ematochimico (del sangue), ecografia epatica con fibroscan, eco-colordoppler dei tronchi sovraortici, valutazione dell’IMT (ndr. Ovvero l’Intimal Medial Thickness, un'ecografia che consente di misurare lo spessore della parete interna della carotide)”