Perché il Fertility Day ha scatenato tante polemiche

Indignazione sui social per l'iniziativa che punta a promuovere la procreazione per la ripresa delle nascite. Saviano: "Una presa in giro"

Il 22 settembre verrà celebrato in Italia il primo Fertility Day, una giornata  nazionale di sensibilizzazione e promozione della procreazione indetta dal Ministero della Salute. Le polemiche scatenate dagli slogan di presentazione della campagna però non si sono fatte attendere.

 Da “La bellezza non ha età, la fertilità sì” a “Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”, passando per “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi” le immagini e le didascalie hanno scatenato diverse critiche. Secondo molti, compreso il giornalista e scrittore Roberto Saviano, colpevolizza le donne che, per volontà o per altri problemi di natura economica o fisiologica, non hanno fatto figli, rilanciando una retorica che, a parere comune, richiama quella fascista.

 

COS’È IL FERTILITY DAY

La giornata della fertilità nasce, secondo quanto scritto sul sito del Ministero della Salute, "per richiamare l'attenzione di tutta l'opinione pubblica sul tema della fertilltà e della sua protezione.” La sua istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per “mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l'aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini".

L’evento coinvolgerà tutti i principali comuni Italiani grazie al sostegno dell'Anci, da Padova a Catania, passando per Bologna e Roma. Il 22 settembre saranno organizzate tavole rotonde e iniziative di sensibilizzazione e approfondimento sull’argomento. Dal momento del suo lancio l’hashtag #fertilityday è diventato subito trend topic, merito anche delle polemiche che hanno portato alla chiusura del sito www.fertilityday2016.it che era stato aperto per l’occasione.

 

IL RUOLO DELLA DONNA AL CENTRO DELLA DISCORDIA

Una giovane donna si accarezza la pancia e mostra la clessidra, a significare che la maternità ha i suoi tempi e dopo i 35 anni le capacità riproduttive hanno un calo drastico. È uno tra i messaggi più incriminati lanciati per il Fertility Day, accusato di limitare la figura della donna solo ed esclusivamente al ruolo di madre. Senza tenere conto, tra l’altro, delle problematiche legate all’infertilità tipiche per oltre il 40% della popolazione femminile italiana, secondo i dati riferiti all’ultimo anno raccolti dallo stesso Ministero.

 

FERTILITÀ E DISOCCUPAZIONE: I PROBLEMI DEI GIOVANI GENITORI 

Non solo. La polemica ha assunto anche un carattere politico ed economico. “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi” recita un altro messaggio accusato di ignorare la situazione di disoccupazione e precarietà vissuta dai giovani italiani. "In un Paese con il tasso di disoccupazione come quello italiano, dove chi ha talento, ambizioni e speranze emigra - scrive ad esempio lo scrittore e giornalista Roberto Saviano - dove chi non ha la solidità economica di un famiglia che possa garantire studi e accesso alla professione, lascia il Paese, sembra una presa in giro".

 

 

 

 

IL MINISTRO LORENZIN: “UNA QUESTIONE DI SALUTE PUBBLICA”

Dal canto suo il ministro Beatrice Lorenzin si difende spiegando che il senso dell’evento previsto per settembre non è stato capito. “È una polemica strumentale – accusa il Ministro -. Il piano nazionale sulla fertilità fatto da esperti vuole preservare la possibilità di procreare. La fertilità è una questione di salute pubblica, di crescita culturale. Abbiamo istituito un tavolo di lavoro con le società scientifiche che hanno impostato i temi principali. C’è grande richiesta di informazione. L’obiettivo è questo, non altro”.