Ricette valide 180 giorni, la circolare attuativa della Regione Lazio

I vertici di Via della Pisana hanno pubblicato un documento che regola e discliplina la prescrizione di sei scatole di farmaco per ricetta

La Regione Lazio, lo scorso primo luglio, ha diffuso una circolare che contiene le direttive attuative del decreto ministeriale che recentemente ha esteso a 180 giorni la durata delle prescrizioni consegnate ai pazienti cronici. Bussola Sanità ha raccolto il parere in merito di Maria Corongiu, vicesegretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) del Lazio.

Una circolare che protegge la salute del paziente. L’estensione della validità della ricetta medica fino a un massimo di 180 giorni, contribuisce di sicuro a rendere più facile la vita del paziente colpito da malattie croniche. In assenza di direttive operative precise, tuttavia, rischiava anche di creare delle situazioni di rischio per gli stessi pazienti. “Quando il farmacista riceve la ricetta – ha spiegato Corongiu – ha l’obbligo di consegnare l’intera quantità di farmaco indicata dal medico, sei scatole, in questo caso. Il pericolo che abbiamo ravvisato e di cui abbiamo avvertito la Regione, era legato alla possibilità che il farmacista non disponesse dell’intera quantità dell’esatto medicinale indicato e che, per raggiungerla, consegnasse al cittadino alcune scatole di farmaco generico”.

“La nostra paura – ha aggiunto il vicesegretario della Fimmg del Lazio – risiedeva nel fatto che la persona, avendo in casa il farmaco ‘di marca’ e quello generico, potesse fare confusione, specialmente nel caso dei grandi anziani, e finire per assumere entrambi contemporaneamente, correndo il rischio di sovradosaggi e interazioni pericolose con altre terapie in corso. Per questo abbiamo chiesto alla Regione che il farmacista dispensi esattamente quanto indicato dal medico”.

Priorità all’aspetto clinico della terapia. Nell’insieme che raccoglie la totalità dei pazienti cronici, la circolare introduce una distinzione tra le persone che stanno seguendo una terapia da molto tempo da quelle che l’hanno avviata solo di recente. “Un altro punto su cui abbiamo insistito – ha concluso Maria Corongiu – è stata la tutela dei pazienti appena dimessi da un ricovero ospedaliero. Questi, infatti, anche in presenza di malattie croniche, non possono essere considerati perfettamente stabilizzati e per questo hanno bisogno di incontrare il proprio medico più frequentemente di una volta ogni sei mesi”. Il testo della circolare, infatti, specifica che le prescrizioni possono avere validità pari a 180 giorni “Purché (i medicinali ndr) siano già utilizzati dal paziente da almeno sei mesi”.

@gianlucacasponi

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