Medici, presentato il nuovo codice deontologico

La Fnomceo ha approvato le rinnovate linee guida della professione medica. Corungiu (Fimmg Lazio), "Si può ancora migliorare"

Venerdì scorso a Roma la Fnomceo (Federazione degli Ordini dei medici, dei chirurghi e degli odontoiatri)  ha presentato la versione aggiornata del Codice di deontologia medica. Il testo è stato introdotto durante una conferenza stampa da Amedeo Bianco, Presidente della Federazione.

Un lungo lavoro di messa a punto. Il documento è stato approvato nella propria forma definitiva con la votazione che si è svolta durante il Consiglio Nazionale della Fnomceo organizzato a Torino lo scorso 18 maggio. Questo è stato l’ultimo passo di un confronto che è durato molto tempo. "A Torino – ha dichiarato Bianco – abbiamo fatto un lavoro enorme, frutto di una approfondita discussione che è durata anni nella Consulta deontologica”. La votazione effettuata a Torino, infatti, è stata l’atto finale di un processo consultivo che ha coinvolto tutti i soggetti interessati, dalle Associazioni alle Società scientifiche passando per le rappresentanze dei cittadini.

Fimmg Lazio: “Un testo perfettibile”.Bussola Sanità ha discusso con Maria Corongiu, vicesegretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) del Lazio delle novità, ma anche delle criticità contenute nel nuovo testo. “Il nuovo Codice – ha riferito Corongiu – è migliorato rispetto alle versioni approvate in passato ma credo abbia ancora bisogno di essere rivisto in alcuni punti. L’articolo 3, ad esempio, che parla dei doveri generali e delle competenze del medico, parla dell’esercizio della professione che deve essere svolto tra le altre cose, secondo le ‘innovazioni organizzative e gestionali in sanità’. La comparsa della parola ‘gestionale’ mi preoccupa perché temo che esista il rischio che la pratica medica possa essere ingabbiata da ragionamenti economici, organizzativi o politici. Non è ben chiaro verso quale direzione si sia voluto muovere chi ha scritto queste righe”.

“Alcune modifiche, al contrario, sono senza dubbio – ha aggiunto il vicesegretario della Fimmg – positive. Il ritorno della parola ‘libertà’, che era scomparsa nelle prime bozze, nel titolo dell’articolo 4 è molto importante perché assicura, almeno in linea di principio, che il medico possa svolgere il proprio ruolo senza condizionamenti. Ho accolto con favore anche la reintroduzione del termine ‘paziente’ che nelle bozze del testo era stata sostituita del tutto dalla più fredda parola ‘assistito’. Altri passi hanno probabilmente bisogno di una revisione. Nell’ambito dell’articolo 54, ad esempio, si fa esplicito riferimento all’obbligo da parte del medico libero professionista di sottoscrivere un’assicurazione che lo tuteli dai rischi derivanti dalla pratica professionale.

“Personalmente – ha spiegato Corungiu – sono dell’opinione che un vincolo del genere non avrebbe dovuto essere contenuto all’interno del Codice. Esiste, infatti, la possibilità che alcuni colleghi specializzati in branche della medicina ad alto rischio di errore, come ortopedici, neonatologi e ginecologi, si possano vedere negata la stipula di un contratto assicurativo dopo un, eventuale, primo incidente professionale. In questo caso, l’Ordine si potrebbe trovare nella posizione di dover avviare un procedimento disciplinare, per punire un’inadempienza di cui il medico non avrebbe colpa”.


@gianlucacasponi

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