SanitÓ, la corruzione Ŕ un problema ma le soluzioni esistono

Secondo un rapporto dell'Ispe-SanitÓ, ogni anno disonestÓ e sprechi bruciano 24 miliardi. Tuttavia esistono strumenti in grado di contrastare il fenomeno

Nel 2013 lo Stato, per la Sanità, ha speso 114 miliardi di euro. Una cifra che comprende, però, 6,4 miliardi persi in corruzione, 3,2 bruciati dall’inefficienza e altri 14 svaniti nei mille rivoli degli sprechi. I dati provengono dal primo “libro bianco” appena pubblicato dall’Istituto per la promozione dell'etica in Sanità (Ispe-Sanità). Dati tutt’altro che confortanti e che testimoniano quanto lavoro sia ancora necessario per rendere la Sanità Italiana una “macchina” efficiente e in grado di rispondere integralmente e prontamente alla domanda di salute dei cittadini. Ne abbiamo parlato con Piero Amodeo, membro del consiglio direttivo della Fimmg (Federazione italiana dei medici di famiglia) della provincia di Roma.

Sistema che ha bisogno di una rivoluzione.Quello che raffigura gli sprechi in Sanità è un quadro complesso, in cui sono raccolte molte cause diverse di questo fenomeno. “Al momento attuale – ha spiegato Amodeo a Bussola Sanità – si deve parlare di un problema generalizzato. La maggior parte delle difficoltà proviene dalla consolidata abitudine di effettuare a posteriori i controlli sul funzionamento dei servizi sanitari. Molto spesso i problemi vengono alla luce solo grazie alle indagini chieste dalla magistratura dopo aver ricevuto denunce di anomalie di ogni tipo”.

Anticipare i controlli.A rendere il sistema farraginoso e suscettibile di errori e irregolarità contribuisce anche l’insieme delle leggi che regolamentano il funzionamento delle Aziende sanitarie locali. “Quando le procedure sono interpretabili – ha aggiunto Amodeo – è molto facile che persone poco oneste mettano in opera comportamenti opportunistici, approfittando delle brecce del quadro normativo. Tamponare con efficacia l’emorragia di denaro pubblico è comunque possibile. Approfittando dello sviluppo dell’informatica, che sta coinvolgendo anche la Sanità con strumenti come il fascicolo sanitario elettronico, i controlli potrebbero essere finalmente effettuati ‘ex ante’, prevenendo il problema prima che si manifesti”.

Liste di attesa: il controllo delle irregolarità. “Per fare solo un esempio – ha continuato Amodeo – avviare un sistema di controlli incrociati tra liste di attesa e prenotazioni delle prestazioni in regime di intramoenia potrebbe consentire il monitoraggio delle possibili anomalie nel flusso dei pazienti e potenziali disonestà del personale. Purtroppo pare che l’esistenza della corruzione e degli sprechi sia stata accettata come componenti ‘naturale’ della Sanità, qualcosa con cui convivere. Tutto ciò ha attribuito, e questa è una della anomalie più grandi, alla magistratura, alla Polizia e ai Carabinieri il ruolo di controllori dell’efficienza della Sanità. Ferma restando la necessità di un’evoluzione ‘culturale’ che riduca alla base i comportamenti scorretti, ritengo sia assolutamente necessario andareoltre. I mezzi di verifica elettronica, ad esempio, hanno bisogno di essere implementati a ogni livello della Sanità pubblica, a partire dal territorio, sfruttando a pieno le potenzialità dei medici di medicina generale, assicurando che la tecnologia venga usata con criteri razionali e funzionali allo scopo di ottimizzare l’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini”.
 
@gianlucacasponi

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