Telemedicina e innovazione per le Case della salute del Lazio

Il tema Ŕ stato affrontato nella conferenza"Il Welfare Ŕ di casa", organizzato con il supporto di Vree Health Italia a Roma, nel V Municipio

“Le Case della salute dovranno mettere a disposizione del cittadino le tecnologie per la cura più avanzate, come la telemedicina”. Ad affermarlo è stata Teresa Petrangolini, consigliere della Regione Lazio e membro della Commissione politiche sociali e salute.

Petrangolini (di seguito la videointervista) ha voluto ribadire questo concetto nel corso dell’incontro “Il Welfare è di casa”, organizzato con il supporto di Vree Health Italia. L’evento, che si è svolto presso la sede del V municipio a Roma, aveva l’obiettivo di spiegare alla cittadinanza il “Decreto Case della salute” e la finalità di queste nuove strutture con le quali si vogliono avvicinare i servizi socio-sanitari ai cittadini.

La conferenza si è svolta nello stesso giorno in cui a Sezze, in provincia di Latina, veniva inaugurata la prima Casa della salute del Lazio. Lo ha ricordato nel corso del suo intervento Massimiliano Valeriani (di seguito la videointervista), vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.

“L’apertura della nuova struttura di Sezze rappresenta il primo passo verso l’obiettivo di avvicinare i luoghi di cura ai cittadini e ai loro bisogni – ha detto Valeriani –. Una delle priorità è la deospedalizzazione del sistema sanitario del Lazio. Il 70% degli accessi al Pronto Soccorso oggi è rappresentato da codici bianchi e verdi. Sono tutte persone che in futuro potranno affluire alle Case della salute”.

Nei piani della Regione, dunque, il lancio di queste strutture deve rappresentare un importante cambio di paradigma. Il concetto è stato ribadito anche da Claudio Ippoliti, direttore del secondo Distretto territoriale della Asl Roma B. “Con le Case della salute si vuole passare da un luogo che eroga una prestazione a una struttura polivalente che punta a portare salute. Tutto questo è una sfida e una scommessa che si pone a noi operatori e dirigenti”.

La necessità di realizzare strutture ad hoc per rispondere alle specifiche esigenze dei cittadini di una determinata area è stata ribadita anche da MariadonataBellentani di Age.na.s (di seguito la videointervista), l’ L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che ha il compito di monitorare i vari progetti regionali per l’attuazione del modello delle Case della salute.

“L’assistenza territoriale non può essere una scatola tutta uguale – ha ricordato Bellentani. Nelle varie Regioni le esperienze delle Case della salute sonno diverse fra loro. Questo è un segno positivo, perché indica che si sta partendo dagli specifici bisogni sul territorio. Nel Lazio, ad esempio la priorità è la presa in carico delle persone fragili e dei malati cronici”.

Proprio perché una delle priorità della Regione e dare risposte efficaci soprattutto alle persone con patologie croniche, oltre a una serie di servizi tagliati su misura per i bisogni dei cittadini, in una Casa della salute non potranno mancare tecnologie innovative grado di migliorare l’assistenza fornita. Tecnologie come la telemedicina, che è stata esplicitamente citata dal consigliere Petrangolini.

Delle potenzialità della telemedicina ha parlato anche il dottor Sergio Leotta (di seguito la videointervista), direttore dell’unità di diabetologia della Asl Roma B, che ha portato avanti una sperimentazione sui diabetici sfruttando le apparecchiature per il monitoraggio remoto dei pazienti di Vree Health Italia.

“Il  diabete, è una delle malattie croniche in assoluto più diffuse. L’esperimento pilota sulla telemedicina ha fatto registrare un miglioramento dell’aderenza al percorso di cura da parte dei malati. Infatti, su 153 partecipanti solo 3 hanno rinunciato. La sperimentazione ha dimostrato, inoltre, che questa tecnologia permette di migliorare l’assistenza fornita al paziente e fa diminuire, al contempo, la spesa sanitaria”. 

 

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