Lazio, inaugurata la prima Casa della salute

La struttura Ŕ stata realizzata a Sezze, in provincia di Latina. Cirilli (Fimmg): "La vera sfida da vincere Ŕ la presa in carico della cronicitÓ"

Inaugurata il 28 febbraio la prima Casa della salute del Lazio. La struttura è stata realizzata presso l’Ospedale San Carlo di Sezze, in provincia di Latina. Presente all’evento anche il presidente della Regione, Nicola Zingaretti.

Per la sua realizzazione della sono stati stanziati 400 mila euro. Nella provincia di Latina è prevista l’apertura di altre due strutture simili a questa.

Nel progetto della Regione Lazio, le Case della salute vogliono essere un nuovo punto di riferimento per i cittadini sul territorio. La particolarità di queste strutture è quella di ospitare contemporaneamente al loro interno servizi di assistenza primaria, servizi specialistici, di sanità pubblica e servizi sociali.

Per quanto riguarda la struttura di Sezze, il primo passo è rappresentato dallo spostamento delle Ucp (Unità di cure primarie) già presenti sul territorio dalle loro attuali sedi all’Ospedale San Carlo.

La Federazione italiana dei medici di Medicina generale (Fimmg) del Lazio ha presentato alla Regione e alla Asl una proposta per la presa in carico di questa struttura, proposta sulla quale ancora si sta discutendo.

“Se vogliamo rilanciare la sanità sul territorio questo è il momento di farlo – ha detto a Bussola Sanità, il dottor Gianni Cirilli, segretario provinciale della Fimmg Latina e vicesegretario della Fimmg Lazio -. Per rendere il modello delle Case della salute veramente efficace bisogna che queste strutture rappresentino un’innovazione per quanto riguarda la presa in carico dei malati cronici”.

La proposta avanzata dalla Fimmg si basa su un modello già sperimentato quattro anni fa nel primo distretto della Asl di Latina e prevede la creazione, all’interno della struttura di ambulatori per la cronicità dove specialisti e medici di Medicina generali possano lavorare insieme.

“Se questo modello venisse applicato dalla Casa di salute appena inaugurata, e dalle altre che verranno attivate, potremmo passare da una medicina di attesa a una medicina di iniziativa – ha spiegato Cirilli -. Questo cambio di paradigma può permettere di seguire meglio e più da vicino il malato cronico, che altrimenti continuerà a rivolgersi al Sistema sanitario solo nel momento dell’emergenza”.

“Solo se saremo capaci di fare questo – ha detto infine Cirilli-, le Case della salute potranno essere un’esperienza in grado di rilanciare la sanità territoriale” 

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