Anziani: cadute in casa, prevenirle Ŕ possibile

Gli incidenti domestici sono una delle maggior cause di mortalitÓ in etÓ avanzata. L'Asl Roma E ha prodotto un vademecum con i consigli per evitarli

Ogni anno, secondo i dati forniti dall’Istituto superiore di sanità, avvengono circa quattro milioni di incidenti domestici. Nella maggioranza dei casi le persone coinvolte sono anziane. Nell’ambito degli incidenti le cadute in casa rappresentano una vera emergenza, dal momento che si calcola che circa un terzo degli over 60 ne rimanga vittima. Le conseguenze sono estremamente rilevanti, per costi umani, sociali ed economici.

Le persone più esposte a questo problema sono, principalmente, gli anziani che vivono da soli. Per quanto riguarda l’aspetto freddamente economico, i costi sanitari derivanti sono calcolati, a livello nazionale in almeno 400 milioni di euro l’anno. Si tratta di una questione che è destinata a veder crescere i propri numeri in conseguenza dell’aumento dell’età media della popolazione.

Secondo dati diffusi dalla Asl Roma E, circa un terzo delle persone anziane residenti nel Lazio cade una volta l’anno. “Un caso su 40 – si legge in un documento dell’Azienda sanitaria romana – richiede l’ospedalizzazione e solo la metà delle persone sopravvive a distanza di un anno. Nel Lazio, mediamente, il 41 per cento circa delle fratture causate da incidenti domestici ha riguardato gli ultrasessantacinquenni. Sulla base di queste considerazioni, la progettazione di un programma di interventi di prevenzione delle cadute costituisce senza dubbio una delle azioni più rilevanti in termini di tutela della salute degli anziani. Infatti è dimostrata con evidenza scientifica la validità di programmi di prevenzione multifattoriale che siano basati su screening dei fattori di rischio e su interventi e azioni specifiche di educazione sanitaria”.

Per mettere in pratica questi principi, gli esperti della Asl hanno preparato un opuscolo informativo contenente dei consigli, spesso basati sul semplice buonsenso, che però possono essere in grado di allontanare il rischio di farsi male in casa propria. La pubblicazione da sola, comunque, non esaurisce gli interventi necessari alla prevenzione ma visto “all’interno di azioni più articolate che vedano in primo luogo l’identificazione dei fattori di rischio sia ambientali che personali e conseguentemente la messa a punto dei più opportuni accorgimenti”.

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