Un'app gratuita che aiuta chi non può comunicare

Si chiama "La mia voce" e aiuta le persone che, a causa di una malattia, hanno difficoltà a parlare

Un’applicazione che aiuta a comunicare le persone che hanno forti difficoltà a parlare. Si chiama “La mia voce” e, grazie a un sistema di icone associate a 130 frasi preregistrate, prova a ridare la parola a chi l’ha persa, a causa di malattie come il morbo di Parkinson o la sclerosi laterale amiotrofica, ma anche ictus o tumore della testa e del collo. Lo strumento è gratuito ed è disponibile sia sull’App Store che su Google Play.

Il funzionamento è piuttosto semplice: toccando una delle 130 icone, l’app permetterà di ascoltare la relativa frase preregistrata, pronunciata da una voce maschile o da una femminile, a discrezione dell’utente. Per comodità, le icone sono raggruppate nella schermata iniziale secondo nove categorie: Sos, dolore, oggetti, a tavola, ambiente, a letto, emozioni, conversazione e seccature. L’utente inoltre potrà creare nuove icone personalizzate, con nuove immagini e nuove frasi. Come molte applicazioni comunemente in uso, la possibilità di raccogliere le funzioni più usate in una sezione “preferiti” mira a consentire un uso più veloce e funzionale dello strumento.

Lo strumento offre anche altre opzioni che rendono la comunicazione dell’utente più facile ed efficace. Fra queste, un sintetizzatore vocale, che permette al malato di scrivere un testo e quindi riprodurlo tramite il proprio dispositivo. Con la funzione “disegna”, invece, è possibile tratteggiare figure con un dito. Infine, sotto la voce “io” l’utente può registrare una sorta di scheda anagrafica comprensiva di tutte quelle informazioni su di sé, utili a casa come in ospedale.

“La mia voce” ha il pregio di raccogliere in un unico programma tutta una serie di funzioni che spesso si trovano sparpagliate nei dispositivi di tutti, ma che per certe categorie di persone è importante siano racchiuso in un'unica interfaccia, facile da usare. Un aiuto non solo ai malati, ma anche a parenti e personale medico che si trovano a comunicare senza una comunicazione orale bidirezionale.

 

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter