A Rieti una nuova REMS per i bisogni di salute del paziente detenuto

La nuova struttura residenziale della Asl di Rieti amplia la rete delle Rems nel Lazio ed è frutto della stretta collaborazione tra Istituzioni

Inaugurata a Rieti una nuova REMS, una struttura residenziale sanitaria per la presa in carico di pazienti provenienti dagli ex ospedali psichiatrici giudiziari.

L’inaugurazione è avvenuta il 2 agosto alla presenza dell’Assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, del Direttore Generale della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo, del Prefetto di Rieti Gennaro Capo, del capo del DAP Bernardo Petralia e delle massime Autorità civili e religiose e dei Vertici delle Forze dell’ordine, la REMS della Asl di Rieti. 

 

LA NUOVA REMS DI RIETI

La Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) di Rieti è una struttura totalmente nuova, con una superficie di 1.288,00 metri quadrati, che può ospitare fino a 15 ospiti di sesso maschile. Nella REMS opera una équipe multidisciplinare, composta da 2 psichiatri, 12 infermieri, 6 Operatori Socio Sanitari, 1 Assistente sociale, 1 Amministrativo, 1 Tecnico della riabilitazione, 1 Psicologo e il personale di Vigilanza interno aziendale. 

La struttura è articolata su 2 piani ed è collocata in prossimità dell’Hospice S. Francesco di Rieti: è dotata di 2 stanze singole, 5 stanze da 2 posti e una stanza da tre posti letto. A disposizione dei pazienti spazi ricreativi, un luogo di culto, spazi dedicati agli ospiti fumatori, un giardino e locali dedicati alle attività di tipo terapeutico-riabilitativo. Inoltre, sono disponibili i più moderni sistemi di comfort ambientale e di sicurezza, sia per gli ospiti che per gli operatori. 

La REMS, tramite specifici accordi con la Prefettura di Rieti, è stata inserita all’interno del Piano di sorveglianza dinamica del territorio della Provincia di Rieti, attraverso il coinvolgimento delle Forze dell’ordine a competenza generale. Grazie a tale collaborazione è garantita la tempestività d’intervento in casi di emergenza. 

 

 

SICUREZZA, VIGILANZA E LE MIGLIORI CURE POSSIBILI

L’orientamento alla “recovery” punta al massimo coinvolgimento dell’ospite: durante il percorso la persona viene gradualmente accompagnata al riconoscimento della gravità del reato e al reinserimento nella società. Per ogni ospite è definito uno specifico trattamento terapeutico-riabilitativo, in  collaborazione del Centro di Salute Mentale della Asl di Rieti e verificato secondo le procedure sanitarie. 

“Questa struttura si inserisce all’interno di un percorso in grado di garantire idonei trattamenti, cure e terapie ai pazienti che, nello stesso tempo, dovranno portare avanti il loro percorso di detenzione. Da qui la necessità di una forte collaborazione e sinergia con le Autorità giudiziarie e le Forze dell’ordine per l’attivazione delle misure di sicurezza e vigilanza. Alla Asl di Rieti spetterà il compito, tramite i servizi del Dipartimento di Salute Mentale, di assicurare l’adeguata risposta al bisogno di cure delle persone presenti al suo interno”, ha dichiarato il Direttore Generale della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo. 

La struttura aperta a Rieti è il frutto di un percorso che la Regione Lazio sta portando avanti da anni. “È un'operazione importante di riorganizzazione e ampliamento della Rete delle Rems che oggi porta il Lazio ad avere sul suo territorio 6 Rems per un totale di 106 posti letto. Vogliamo sempre più assicurare un servizio efficace ed efficiente rivolto a quei cittadini che si trovano in situazioni di fragilità e difficoltà. Tengo a ricordare che il Lazio è stata la prima delle regioni in Italia a superare gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) aprendo nel 2015 la prima Rems femminile e da quel momento non ci siamo mai fermati. In questo periodo di Pandemia, in cui si sono purtroppo acuite molte situazioni difficili, è necessario che le Istituzioni siano presenti sul territorio assicurando assistenza e misure in grado di garantire pari dignità a tutti. Per questo risultato voglio ringraziare la Asl reatina, il Prefetto, la Magistratura, le Forze dell’ordine e tutti coloro che hanno partecipato fattivamente alla realizzazione di un’attività così importante. Il Servizio Sanitario Regionale non lascia indietro nessuno, ogni paziente in qualsiasi condizione ha diritto alle migliori cure possibili. La Regione Lazio c’è”, ha dichiarato l’assessore alla Sanità e Integrazione Socio-sanitaria del Lazio Alessio D’Amato. 

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