Asl di Rieti, il progetto S.M.A.R.T vince il premio Lean Healthcare e Lifescience Award 2019

L'Azienda Sanitaria Locale di Rieti vince il premio nazionale per il progetto di "maggiore complessità". In gara 63 progetti e 45 Aziende italiane

La Asl di Rieti è stata premiata alla Luiss Business School di Roma per il progetto S.M.A.R.T (Speed Management Acute Recovery Team), sostenuto fortemente dalla Direzione Generale della Asl diretta dalla dottoressa Marinella D’Innocenzo e incentrato sulla riduzione dei tempi di gestione e presa in carico dei pazienti in Pronto Soccorso.

A ritirare il premio il coordinatore del progetto, il dottor Flavio Mancini, direttore dell’Unità di Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza dell’Ospedale de’ Lellis di Rieti, che ne ha curato lo studio e l’implementazione coadiuvato da un’equipe medica, tra cui figurano la dottoressa Cinzia Fieschi e il dottor Walter Roscetti.

Il Lean Healthcare e Lifescience Award, giunto alla seconda edizione, premia l'innovazione digitale organizzativa e di processo e si propone di promuovere percorsi di cambiamento nel mondo sanitario e una gestione sempre più snella delle Aziende per un continuo miglioramento sia dell’organizzazione interna, in particolare per quanto riguarda la riduzione dei tempi di attesa, sia della competitività verso l’esterno.

 

IL PROGETTO S.M.A.R.T

Dopo una fase di studio avviata nel mese di luglio, il progetto S.M.A.R.T (Speed Management Acute Recovery Team), è stato implementato nel Pronto Soccorso del de’ Lellis di Rieti a partire dal 15 settembre 2019.

La soluzione messa a punto a Rieti per abbreviare i tempi di trattamento dei pazienti in Pronto Soccorso e aumentare la capacità di “fare filtro” ha dato ottimi risultati nei primi due mesi di applicazione, facendo diminuire in modo considerevole i tempi di attesa per i pazienti con “codice giallo”.

Il progetto prevede l’impiego di un “medico senior”, che dalle 10 alle 17 supervisiona l’andamento di tutto il reparto, supportando i medici del box di competenza e gli infermieri di triage e indirizzandoli su un eventuale ricovero e nella presa in carico del paziente.

Grazie al progetto, è stato riscontrato un notevole risparmio di tempo, in particolare per i pazienti afferenti alle reti tempo dipendenti (rete Ictus, emergenza cardiocircolatoria, trauma maggiore, intraospedaliere).

Un altro aspetto innovativo del progetto è la mappatura degli spostamenti di pazienti e operatori in Pronto Soccorso, che ha permesso di ottimizzare i tempi e i tragitti da percorrere, senza ripetere più volte le stesse azioni, migliorando di conseguenza l’organizzazione degli spazi e l’utilizzo delle risorse.

 

I RISULTATI

Dal 15 settembre ad oggi, l’attuazione del progetto ha portato a un significativo abbattimento dei tempi di attesa. A beneficiarne è stata la capacità di “filtro” del Pronto Soccorso, ovvero il rapporto tra i pazienti in arrivo e il numero di quelli ricoverati, che è passata dal 23,8% al 19,9% di ricoveri in urgenza, al di sotto dello standard del 20% fissato dalla Regione Lazio.  

Per quanto attiene alla presa in carico del “codice giallo”, si è verificata una riduzione del tempo di permanenza totale all’interno del Pronto Soccorso, da 561 a 381 minuti. Dall’accesso alla prima visita del paziente, l’attesa si è ridotta di 25 minuti, passando da circa 86 minuti a meno 61 di permanenza totale, attestandosi entro un’ora di tempo e facendo diminuire di conseguenza i rischi nelle patologie tempo dipendenti, soprattutto cardiologiche e neurologiche, dove l’efficacia delle cure è legata alla rapidità dell’intervento.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter