Prevenire le cadute: le indicazioni della Asl di Rieti

La caduta è un evento frequente ma in molti casi prevenibile: le cause, le indicazioni per migliorare l'equilibrio e aiutare gli anziani, i soggetti più a rischio

Le cadute rientrano tra gli eventi avversi più frequenti nella vita quotidiana come nelle strutture sanitarie. Le persone anziane, rispetto alla popolazione generale, presentano un maggior rischio di caduta per una combinazione di fattori personali e ambientali.

L’U.O.C. Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ospedale San Camillo de’ Lellis di Rieti, diretta dal dott. Vittorio Marcelli, ha elaborato una guida per la prevenzione delle cadute che si rivolge ai cittadini ed alle famiglie per segnalare i principali fattori di rischio che possono causare una caduta e prevenirne le conseguenze.

 

Le cadute, in casa, per strada, in ospedale o presso strutture per anziani rappresentano un grave problema per la persona, per la famiglia e per la società. Nella popolazione occidentale anziana, le cadute sono in costante aumento e comportano costi sanitari, sempre più alti, per la comunità e per le famiglie. Alcuni numeri sono utili per inquadrare meglio il fenomeno: ogni 100 cadute si verificano 2 fratture all’anca, 4 in altre sedi e 39 contusioni e/o escoriazioni lievi. Inoltre, se la stabilità è precaria il rischio di fratture da osteoporosi risulta più elevato.

 

CAUSA DELLE CADUTE

La maggior parte delle cadute ha un’origine multifattoriale. Tuttavia, in numerosi casi, le cadute possono essere provocate da modificazioni legate all’invecchiamento di vari organi ed apparati:

• deformazioni artrosiche;

• osteoporosi;

• sarcopenia (perdita di massa muscolare);

• modificazioni della postura e della marcia;

• alterazioni dello stato cognitivo.

 

Una parte delle cadute è riconducibile a fattori intrinseci, quali:

• aumento dei tempi di reazione;

• rallentamento motorio generalizzato;

• riduzione della propriocezione;

• ridotta capacità di accomodazione ed adattamento visivo al buio;

• compromissione dell’apparato vestibolare;

• abuso di alcool

• terapie farmacologiche: alcuni farmaci possono causare una riduzione delle capacità di attenzione e concentrazione come ad es. sonniferi, tranquillanti e gli antidepressivi.

 

In altri casi, le cadute possono essere legate a:

• tipo di attività fisica: cadono gli anziani sia con ridotte capacità fisiche, sia coloro che cercano di praticare attività estreme;

ambiente: tappeti, ostacoli vari.

 

MODIFICAZIONI DELLA POSTURA E DELLA MARCIA

Gli anziani tipicamente presentano:

• rallentamento motorio generalizzato;

• riduzione della lunghezza del passo e delle oscillazioni degli arti superiori;

• anteroflessione del tronco e del capo;

• aumentata flessione delle anche e delle ginocchia;

• difficoltà nei cambi di direzione e posturali.

 

Gli individui anziani tendono a rendere la loro stabilità posturale sempre più dipendente dalla vista e a perdere la capacità di gestire le situazioni d’emergenza. I momenti critici del sistema di controllo posturale sono le fasi di appoggio monopodalico in situazioni dinamiche.

Tuttavia, indipendentemente dalla presenza di un evento traumatico, dopo una caduta si può instaurare la sindrome “post caduta” (post fall syndrome o ipocinesia indotta dalla paura di cadere), caratterizzata da un deterioramento transitorio dell’equilibrio e delle capacità di deambulazione, non spiegabili sulla base delle condizioni neurologiche e muscolo-scheletriche. L’anziano diventa insicuro, ansioso e ha paura di cadere ancora, e pertanto riduce uscite e spostamenti, cambiando l’andatura.

 

LA PREVENZIONE DELLE CADUTE


I più efficaci programmi di prevenzione delle cadute hanno ottenuto una riduzione del 30-50% degli eventi con un approccio diretto a:

• mantenere un regolare programma di esercizi fisici: l’esercizio migliora la forza muscolare, la coordinazione e l’equilibrio;

• intervenire sulla sicurezza ambientale;

• rivedere le terapie farmacologiche in uso, ove possibile;

• controllare e correggere i deficit sensoriali e gli altri fattori di rischio.

 

Altri suggerimenti per prevenire le cadute sono:

• camminare su terreni irregolari e preferire lo sterrato o l'erba all'asfalto;

• usare scarpe con la suola sottile per percepire meglio il suolo e calzature che lascino libere di muoversi le dita dei piedi;

• tenere le mani libere per emergenza;

• imparare a sedersi e ad alzarsi da terra.

 

COME MIGLIORARE L’EQUILIBRIO

Migliorare i riflessi e l’equilibrio può contribuire alla prevenzione delle cadute. Alcune attività possono rivelarsi particolarmente utili:

• ballare almeno una volta la settimana;

• accovacciarsi e mantenere la posizione per qualche minuto;

• effettuare un percorso a 8 lungo almeno cinque metri ad una velocita? superiore a quella di cammino abituale;

• rimanere 20 secondi a occhi chiusi su un piede, alternandolo per almeno tre volte, mantenendo le mani a dieci centimetri sopra un piano di appoggio (un tavolo), cercando di non appoggiarle.

 

In caso di cadute, concordano gli specialisti del servizio di Medicina Fisica e Riabilitativa, che afferisce alla Asl di Rieti, una riabilitazione personalizzata, con una adeguata valutazione delle capacità presenti, migliora la performance del soggetto e riduce il rischio di caduta.

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