Diabete, classificazione e sintomi più diffusi

Il diabete è una malattia molto complessa che, se non diagnosticata in tempo, può portare anche ad un alto grado di invalidità

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. 

Oggi le persone diabetiche sono circa 450 milioni in tutto il mondo. Negli ultimi 30-40 anni, il numero di diabetici si è quadruplicato e per il 2025 l’OMS prevede addirittura il raddoppio del numero di persone colpite. In Italia, ne soffre il 6-7% della popolazione, circa 4 milioni di persone, con prevalenza al Sud e nelle Isole (5,5%), rispetto al Centro (4,9%) e al Nord (4,2%).

Un altro milione di persone non sa di esserlo, ammonisce la professoressa Raffaella Buzzetti, ordinario di Endocrinologia della Sapienza Università di Roma e responsabile Unita Operativa Dipartimentale di Diabetologia del Policlinico Umberto I, che per Policlinico News ha passato il rassegna le varie tipologie di diabete.

 

COS’É IL DIABETE MELLITO

Con il termine diabete ci si riferisce di solito al diabete mellito, la più nota malattia metabolica caratterizzata dal deficit di uno degli enzimi intracellulari coinvolti nelle reazioni del metabolismo. Durante la digestione, gli zuccheri assunti attraverso l’alimentazione vengono trasformati in glucosio, la fonte principale di energia per gli organi e i muscoli. L’insulina assicura che questo processo avvenga in maniera corretta.

Un difetto assoluto o relativo di insulina, l’ormone prodotto dalle isole di Langherhans all’interno del pancreas, provoca il diabete mellito. Quando l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente oppure le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza nel sangue, infatti, si hanno livelli di glucosio più alti del normale che, se non regolarizzati, determinano la comparsa del diabete mellito.

 

FORME DI DIABETE MELLITO

In medicina esistono tre forme di diabete mellito:

  • Diabete di tipo 1

  • Diabete di tipo 2

  • Diabete gestazionale

 

A queste forme si aggiunge il diabete insipido, una patologia che si differenzia dalle altre sia per cause che per sintomi. La professoressaBuzzetti ha parlato di diffusione, età di insorgenza e di cura delle forme più diffuse di diabete.

  • Diabete di tipo 1

Il 10% delle forme di diabete è rappresentato dal diabete di tipo 1. Sia in Europa che in Italia, la patologia ha un’incidenza superiore al Nord rispetto al Sud, probabilmente per motivi genetici. Solo la Sardegna ha un’incidenza di diabete di tipo 1 simile al Nord-Europa.

Il diabete di tipo 1, precisa la prof.ssa Buzzetti, insorge in età infantile-adolescenziale, ma può manifestarsi in qualunque età. È difficile da curare perché necessita di un trattamento insulinico intensivo, 4 insuline al giorno o la terapia con i microinfusori, dispositivi che erogano insulina.

  • Diabete di tipo 2

È la forma più diffusa di diabete, il 90% dei casi. Il picco massimo di incidenza si ha verso i 50-60 anni, aumenta con l’avanzare dell’età e questo tipo di diabete si cura sia con la terapia farmacologica orale sia con quella iniettiva.

 

DIABETE DI TIPO 1 E 2: SINTOMI E SEGNI CLINICI

  • Poliuria. Nel diabete di tipo 1, compare di frequente come primo sintomo la poliuria, cioè l’eliminazione di elevate quantità di urine durante la giornata. Quando i livelli di glicemia sono molto alti, è necessario alzarsi a fare la pipì anche durante la notte.

  • Aumento della sete. L’organismo nel suo insieme sente l’esigenza di reintegrare i liquidi data la perdita notevole di liquidi attraverso le urine.

  • Perdita di peso. In carenza o assenza di insulina, le cellule non potendo sfruttare il glucosio nel sangue come fonte di energia per tutte le attività utilizzano fonti energetiche alternative, come le proteine muscolari e i grassi di deposito.

  • Sensazione continua di fame. È indotta dal progressivo consumo di riserve a disposizione.

  • Stanchezza. Deriva dalla notevole perdita di energia. La stanchezza è intensa anche in condizioni di riposo.

“Nel diabete di tipo 2 alla necessità di urinare frequentemente e alla sensazione di sete si può affiancare l’aumento della sensazione di fame e uno stato confusionale e di poca lucidità del soggetto malato”, spiega la professoressa Buzzetti.

 

DIABETE IN GRAVIDANZA

Il diabete gestazionale è dovuto a un aumento dei livelli di glucosio nel periodo della gestazione. Si verifica nell’8% delle donne incinte e tende in genere a scomparire al termine della gravidanza. Se non diagnosticato e curato in modo adeguato, possono esserci conseguenze gravi per la madre e per il nascituro. Resta più elevato il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 in età avanzata in caso di diabete gestazionale.

Per la cura di questa forma di diabete, una dieta adeguata è fondamentale. Deve essere garantito il giusto apporto calorico necessario alla crescita del feto, compatibilmente con i valori del glucosio registrati nel sangue della mamma. La terapia con insulina è necessaria soltanto quanto i valori della glicemia sono superiori a quelli ritenuti normali per la gravidanza, nonostante il rispetto dell’alimentazione prescritta dal diabetologo o dal dietologo.

 

LE COMPLICANZE

“L’aumento di prevalenza sia in Italia che nel resto del mondo si deve al cambiamento dello stile di vita, la riduzione dell’attività fisica e l’incremento del consumo dei cibi altamente palatabili come gli zuccheri semplici e i grassi, soprattutto i grassi saturi”, ha puntualizzato la professoressa Buzzetti.

Il diabete determina complicanze gravi ed influisce pesantemente sulla qualità di vita delle persone e sulla spesa sanitaria. Costituisce, infatti, la principale causa di amputazioni traumatiche, infarti, ictus, cecità, disturbi della vista e dialisi nella popolazione italiana.

L’obesità gioca un ruolo anche nelle fratture da osteoporosi riscontrate in pazienti con diabete di tipo 1 e 2. Infatti, sia il deposito locale di grasso sia un aumento nella quantità di grasso viscerale influenzano in modo negativo la salute dello scheletro causando il riassorbimento del tessuto osseo e di conseguenza la comparsa di osteoporosi di grado più o meno elevato. Un alto contenuto di grasso intramuscolare è associato a una minore funzionalità muscolare che riduce la protezione anti-carico e aumenta il rischio di fratture.

 

LA PREVENZIONE

“La prevenzione del diabete non solo è possibile ma è anche molto semplice ed è da considerarsi il metodo più efficace per scongiurare l’insorgere il diabete di tipo 2”, sottolinea la professoressa Buzzetti.

Per prevenire il diabete, bisogna seguire uno stile di vita sano, con un’alimentazione sana e un esercizio fisico costante. Nei soggetti a rischio è importante tenere d’occhio l’eventuale insorgenza dei primi sintomi della malattia per evitare che venga diagnosticata troppo tardi.

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