Disturbi alimentari, arriva il codice lilla al pronto soccorso

Il Ministero della Salute ha introdotto un percorso specifico per aiutare gli operatori sanitari e chi ha problemi di nutrizione

Rappresenta uno strumento importante per la diagnosi tempestiva durante la permanenza al Pronto Soccorso. Si chiama Codice Lilla ed è un percorso ad hoc che aiuta i pazienti affetti da disturbi alimentari e gli operatori sanitari che sanno come inserirli nel percorso terapeutico adatto.

Il Codice Lilla diventa a tutti gli effetti un’integrazione al classico triage. I disturbi del comportamento alimentare rappresentano un fenomeno sanitario molto diffuso e colpisce una fascia della popolazione sempre più giovane che va dai 12 ai 25 anni. In Italia, oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi dell’alimentazione. Si tratta di pazienti anoressici, bulimici, obesi, disidratati o con reni e polmoni compromessi.

Il lilla è il colore scelto per la giornata dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione, alla riflessione e all’ascolto sui disturbi alimentari che ricorre il 15 marzo. Il Ministero della Salute è sceso in campo scegliendo lo stesso colore del “fiocchetto” che caratterizza la giornata nazionale e ha due documenti elaborati dal tavolo ministeriale:

  • Raccomandazioni per interventi in Pronto Soccorso per un Codice Lilla
  • Raccomandazioni per i familiari

Le associazioni dei familiari e gli operatori sanitari hanno sollecitato la redazione di queste linee guida che rappresentano gli strumenti pratici per affrontare un tema delicato come quello dei disturbi alimentari.

 

RACCOMANDAZIONI PER GLI OPERATORI SANITARI

Il documento “Raccomandazioni in Pronto Soccorso per un Codice Lilla” è stato redatto con un taglio pragmatico. È rivolto a chi sta lavorando e sta svolgendo funzioni di triage, accoglienza, valutazione e trattamento con i pazienti con DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare).

Il Codice Lilla è un percorso specifico che aiuta gli operatori sanitari per accogliere i pazienti con DCA. Infatti, i pazienti che presentano specifici disturbi del comportamento alimentare richiedono uno particolare approccio terapeutico che prevede la collaborazione di dietologi, endocrinologi e psicoterapeuti. 

 

RACCOMANDAZIONI PER I FAMILIARI 

I familiari devono essere consapevoli delle svariate forme di disagio, spesso celate, dai pazienti. Nel secondo documento viene fornito l’aiuto necessario da dare alle persone che stanno fisicamente e affettivamente vicine ai pazienti affetti da DCA. Vengono date risposte su come riconoscere i sintoni dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e vengono elencati i modi per dare supporto pratico e come poter gestire i pasti.  

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