I fattori di rischio dei tumori neuroendocrini

Si sviluppano dalle cellule del sistema neuroendocrino e l'incidenza è in aumento

Appartengono a un gruppo di tumori insoliti, crescono lentamente e si sviluppano dalle cellule del sistema neuroendocrino. I tumori neuroendrocrini, indicati anche come TNE o come NET, dall’inglese Neuro-Endocrine Tumor, possono colpire organi diversi tra loro come intestino, pancreas, polmoni, tiroide, timo o ghiandole surrenali.

Queste cellule sono presenti in tutto l’organismo e nei diversi organi, svolgono funzioni fondamentali quali regolare il flusso d’aria nei polmoni o la velocità di transito del cibo nel tratto gastrointestinale o il rilascio dei succhi digestivi nell’intestino. 

Negli ultimi 30 anni, secondo i dati epidemiologici pubblicati da Modlin, si è evidenziato un incremento della patologia pari al 720%. «Siamo passati da 1 a 5 nuovi casi/100.000 abitanti/anno. In particolare, la prevalenza delle neoplasie neuroendocrine del tratto gastro-entero-pancreatico è seconda solo alla prevalenza adenocarcinoma del colon-retto». Lo ha dichiarato su Policlinico News il Prof. Andrea Lenzi, responsabile della Unit NETTARE, Professore ordinario di Endocrinologia, Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Direttore della Sezione di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale della “Sapienza” Università di Roma.

 

FATTORI DI RISCHIO

I tumori neuroendrocrini sono poco noti e i pazienti sono relativamente pochi, tuttavia è una malattia con la quale il paziente può convivere per molto tempo. Infatti, si parla di tumori a bassa incidenza, ma ad alta prevalenza.

Tra i fattori di rischio si ricorda l’età poiché le neoplasie più frequenti sono nelle persone adulte e anziane. Gli uomini sono più a rischio di sviluppare questo tipo di tumore , e il rischio aumenta anche in chi ha il sistema immunitario debole, ad esempio soggetti sottoposti a trapianto o con sindromi come l’AIDS, in chi ha malattie ereditarie come la sindrome delle Neoplasie Endocrine Multiple di tipo 1.

I principali sintomi, che emergono dall’ormone prodotto dal tumore, sono:

  • Diabete
  • Ipogliecemia
  • Colelitiasi
  • Ulcere duodenali
  • Diarrea

 

Vi sono inoltre altri sintomi legati all’effetto-massa del tumore stesso. I principali sono:

  • Dolore
  • Ittero
  • Dimagrimento
  • Vomito

 

Gli esperti della International Neuroendocrine Cancer Alliance (INCA) ha dichiarato: «purtroppo, spesso i tumori neuroendocrini restano a lungo asintomatici e questo può causare ritardi nella diagnosi. In altri casi invece i sintomi sono aspecifici, correlati anche ad altre patologie non oncologiche».

 

 

CURA: A CHI RIVOLGERSI

 

Nel campo della ricerca sono stati fatti molti progressi e si sono sviluppate strategie terapeutiche. L’intervento chirurgico rappresenta il primo step per il trattamento in pazienti in fase precoce.

Purtroppo molti pazienti ricevono la diagnosi troppo tardi, quando ormai il tumore si è diffuso. È fondamentale rivolgersi a un centro specialistico che possa dare un’assistenza mirata.

Un centro di riferimento è il Policlinico Umberto I con laUnit NETTARE, una Task Force multidisciplinare sulla gestione dei tumori neuroendocrini.

 La Unit NETTARE è nata nel 2016 e ha l’obiettivo di riunire e coordinare le note expertise del Policlinico Umberto I nella diagnosi e trattamento dei tumori neuroendocrini.

«Abbiamo creato un canale dedicato ai nostri pazienti e ai colleghi che vogliono un consulto multidisciplinare sui NET» ha affermato il Prof. Lenzi su Policlinico News.

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