Allergia al nichel, più diffusa in condizioni di sovrappeso e obesità

Alimentazione scorretta e vita sedentaria possono condurre all'aumento di peso, ma non sono gli unici responsabili.
L'allergia al nichel potrebbe avere un ruolo importante nello sviluppo di sovrappeso e obesità

Il nichel è un metallo naturalmente presente nel nostro corpo (responsabile di alcuni processi biologici) e in natura.

Si tratta di una sostanza ubiquitaria, ossia contenuta in percentuali diverse in moltissimi alimenti della nostra dieta e altamente allergenica. È presente nel terreno, nell’acqua, in prodotti domestici e utensili, nei cosmetici e negli alimenti di origine vegetale.

Un apporto calorico superiore al reale fabbisogno energetico porta a un aumento di peso, ma vi sono altri fattori aggiuntivi che potrebbero essere rilevanti nell’aumento di peso. Tra questi l’allergia al nichel che, secondo i risultati di uno studio recente, ha un ruolo significativo nello sviluppo di sovrappeso e obesità.

 

STUDI SU PAZIENTI IN SOVRAPPESO/OBESI E ALLERGIA AL NICHEL

Uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma su 1128 pazienti in sovrappeso e obesi, pubblicato sulla rivista PLOS ONE con il titolo "Overweight and obese patients with nickel allergy have a worse metabolic profile compared to weight matched non-allergic individuals" ha individuato un’associazione significativa tra allergia al nichel e obesità.Il nostro studio conferma l’importanza di approfondire il ruolo del nichel nei confronti dell’obesità. In proposito abbiamo già avviato un’altra ricerca per verificare se la riduzione di questo metallo possa favorire la perdita di peso nei pazienti obesi con allergia al nichel che spesso, non riescono a dimagrire in modo soddisfacente con le tradizionali diete ipocaloriche”, ha dichiarato a Policlinico News la Prof.ssa Carla Lubrano del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma.

Recenti studi preclinici, inoltre, hanno dimostrato che il nichel può avere un ruolo nella regolazione dell'omeostasi del glucosio, oltre a essere un interferente endocrino. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha affermato che l’attuale esposizione alimentare cronica al nichel è motivo di preoccupazione per la popolazione in genere, compreso il rischio di comparsa di malattie per gli allergici.

 

ALLERGIA AL NICHEL: CHI COLPISCE E COME SI MANIFESTA

L'allergia al nichel è un'allergia da accumulo, ovvero una reazione scatenata da una concentrazione elevata di nichel nel corpo, legata alla sensibilità della persona, più o meno tollerante, all’elemento.  

La percentuale di allergici al nichel è tra l’8% e il 18%. Questa allergia colpisce soprattutto soggetti dei Paesi sudeuropei come l’Italia (16%).

L’allergia a questo microelemento può manifestarsi in due modalità:

  • Dermatite allergicada contatto (Allergic Contact Dermatitis - ACD), con soli sintomi cutanei;

  • Sindrome da allergia sistemica al nichel (Systemic Ni Allergy Syndrome - SNAS), con una combinazione di sintomi cutanei ed extracutanei (gastrointestinali, respiratori e neurologici).

 

IL NICHEL NELLA DIETA

La Prof.ssa Lubrano ha inoltre precisato che “il nichel assunto con la dieta si può accumulare in diversi tessuti dando luogo a effetti infiammatori, tossici o endocrini che dipendono dai livelli più o meno elevati presenti nell’organismo e, nel caso delle reazioni allergiche, dalla risposta individuale”. La concentrazione di nichel nell’organismo però non deriva solo dalla quantità assunta, ma anche dalla “capacità di eliminare questo metallo attraverso i reni”.

Occorre tenere presente che la quantità di metallo presente negli alimenti dipende anche da fattori “esterni”, come l’uso di fertilizzanti sintetici e pesticidi in cui è presente e, più in generale, dalla contaminazione del suolo.

 

LO STUDIO DEL POLICLINICO UMBERTO I

Un’analisi condotta su pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni che accedevano al Centro di Alta specializzazione della cura dell’Obesità CASCO dell’AOU Policlinico Umberto I,ha rilevato che in soggetti in sovrappeso e obesi che presentavano almeno due segni o sintomi compatibili con la Sindrome da allergia sistemica al nichel o con dermatite allergica da contatto, come stress gastrointestinale (gonfiore intestinale, meteorismo, dolore addominale, eruttazione, dispepsia, diarrea, stitichezza), sintomi sistemici (fatica, mal di testa) e segni cutanei (grattamento, rash, orticaria) nel 59,7% dei casi era stata riscontrata un’allergia al nichel dopo aver effettuato l’esame del patch test per questo elemento.

Il team di ricerca ha valutato la presenza di allergia al nichel e la sua associazione con il profilo metabolico ed endocrino in individui sovrappeso e obesi. Lo studio ha verificato, per la prima volta, che l'allergia al nichel è più frequente in presenza di eccesso di peso ed è associata a parametri metabolici peggiori e funzionalità compromessa dell'asse GH-IGF1 in soggetti umani.

I pazienti allergici hanno mostrato un peggioramento del metabolismo del glucosio con livelli più alti di insulina, una maggiore infiammazione riscontrabile dai livelli più alti di CRP (proteina C reattiva), un deterioramento della composizione corporea e un BMI (Body Mass Index) più elevato, indice di condizione sovrappeso/obesità.

 

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