Alzheimer, quali sono i 10 campanelli d'allarme

Colpisce 1 over 60 su 20. La forma di demenza senile più comune che colpisce la memoria e le funzioni cognitive

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza senile che colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e, in Italia si stimano circa 500mila ammalati. Si tratta di uno stato di alterazione delle funzioni cerebrali che inficiano le normali attività quotidiane che svolgono le persone. 

Uno dei principali sintomi del morbo di Alzheimer è la perdita di memoria, ma il Prof. Giuseppe Bruno, Responsabile della Clinica della Memoria (DAI Neuroscienze e Salute Mentale) del Policlinico Umberto I, specifica su Policlinico Newsche «molte persone hanno problemi di perdita di memoria; questo non significa necessariamente che soffrano del morbo di Alzheimer o di un’altra forma di demenza».

Il Prof. Bruno evidenzia come sia importante consultare un medico per una visita approfondita. Alle prime avvisaglie, bisogna rivolgersi agli specialisti. Ad esempio, sostiene il Prof. Bruno che «le attività che vengono svolte presso il nostro centro, che è specificamente dedicato alla diagnosi dei disturbi della memoria in età adulta, seguono un iter a step successivi». 

Viene svolto un colloquio con il paziente e un familiare durante il quale, se il medico lo ritiene necessario, segue una serie di accertamenti specifici che aiutano a stabilire se i disturbi presentati possano essere una condizione di sviluppo di una malattia o possono essere delle disfunzioni non patologiche. Solo dopo questa fase, si possono fare accertamenti diagnostici più accurati e la prescrizione di una terapia specifica. 

La perdita di memoria potrebbe rappresentare una caratteristica normale dell’invecchiamento. Tuttavia, quando questa sconvolge la vita quotidiana, questo può rappresentare il primo campanello d’allarme.

Il morbo di Alzheimer è la malattia degenerativa del cervello che provoca un declino della capacità di memoria, del ragionamento e del pensiero. 

«Un campanello d’allarme è rappresentato dal fatto che le dimenticanze influiscono in maniera significativa sulle prestazioni dell’individuo e sulla qualità della vita quotidiana. Tuttavia» - prosegue il Prof. Bruno - «vi è un’attenzione sempre maggiore a queste tematiche; noi riceviamo sempre più frequentemente domande e richieste di chiarimenti». 

Per questo motivo, vi elenchiamo i 10 sintomi considerati i principali campanelli d’allarme da tenere sotto controllo.

 

PERDITA DI MEMORIA

A volte capita che dimentichiamo dove abbiamo lasciato le chiavi di casa, dove abbiamo parcheggiato o il nome di una persona che conosciamo. Non bisogna allarmarsi per questa forma di dimenticanza. Invece, se è frequente o c’è un’inspiegabile confusione mentale sul posto di lavoro o a casa questo non va sottovalutato.

 

DIFFICOLTÀ NEL COMPIERE ATTIVITÀ QUOTIDIANE

Si presentano difficoltà nel portare a termine attività semplici della vita quotidiana come ad esempio dimenticare le regole di un gioco o ricordare una ricetta che era familiare.

 

DISORIENTAMENTO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO

Chi soffre di Alzheimer può dimenticare le date, non accorgersi che sia passato del tempo e in che stagione stia vivendo. Il malato si sente confuso e può avere difficoltà nell’orientarsi nello spazio e dimenticare dove si trova o come sia arrivato lì.

 

RIPORRE OGGETTI NEL POSTO SBAGLIATO

Può capitare di mettere gli oggetti in posti insoliti, ad esempio le scarpe nel frigo o una crema del viso vicino alle spezie in cucina. Il malato può perdere le cose e spesso accusa gli altri di averli rubati.

 

PROBLEMI DI LINGUAGGIO

Il malato di Alzheimer può dimenticare parole o addirittura sostituirle con altre fuori dal contesto discorsivo. Può anche avere difficoltà nel seguire una conversazione o fermarsi nel bel mezzo di quest’ultima e non avere idea di come continuare.

 

DIFFICOLTÀ CON NUMERI E CONCETTI

Si manifesta la difficoltà di riconoscere i simboli e i numeri, quella di fare calcoli e quella di comprendere i concetti astratti. Diventa inoltre difficile concentrarsi e impiega più tempo per svolgere attività del quotidiano.

 

DIMINUZIONE DELLA CAPACITÀ DI GIUDIZIO

Può diminuire la capacità critica e la difficoltà nel prendere decisioni. Ad esempio, i malati di Alzheimer hanno difficoltà nel maneggiare il denaro e danno ingenti somme agli addetti al telemarketing. Prestano anche meno attenzione alla cura della propria persona e non sono in grado di scegliere l’abbigliamento appropriato, ad esempio uscendo con le ciabatte in pieno inverno e con il cappotto in estate.

 

MANCANZA DI INTERESSE E DEMOTIVAZIONE

Chi è malato perde progressivamente interesse per attività sociali, per i suoi hobby, per il lavoro o per lo sport. Tende ad isolarsi, evitando di socializzare a causa dei cambiamenti che ha vissuto. 

 

CAMBIAMENTI DI UMORE O DI COMPORTAMENTO

L’umore cambia in modo repentino e senza ragione alcuna. Chi soffre del morbo possono diventare confusi, sospettosi, depressi, spaventati o ansiosi. A casa o al lavoro possono essere suscettibili, o nei luoghi nei quali sono fuori dalla loro comfort zone.

 

CAMBIAMENTI DI PERSONALITÀ

Può cambiare anche la personalità del malato, trasformando ad esempio una persona mite in inquieta, da socievole a diffidente e scontrosa.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter