Ipertensione arteriosa, killer silenzioso

Tra le malattie più diffuse nei Paesi industrializzati, l'ipertensione è uno stato in cui anche a riposo la pressione risulta più alta rispetto agli standard

L’ipertensione arteriosa è un disturbo della pressione del sangue, è una condizione molto diffusa e può essere controllata con uno stile di vita sano.

Ci sono varie forme di ipertensione arteriosa e per distinguerle, bisogna comprendere:

  • come si comporta il sangue che scorre nelle arterie
  • quale pressione esercita contro le pareti dei vasi sanguigni
  • quali valori non deve superare affinché i parametri rimangano nella norma

 

La variazione del valore pressorio può essere causata:

  • dalla forza di contrazione del cuore
  • dalla gittata sistolica
  • dalla frequenza cardiaca
  • dalle resistenze periferiche
  • dall’elasticità dell’aorta e delle grandi arterie
  • dalla volemia

 

Nei Paesi industrializzati, l’ipertensione arteriosa, chiamato “killer silenzioso”, colpisce circa il 20% della popolazione adulta. Una persona soffre di ipertensione quando:

  • la pressione arteriosa minima supera costantemente il valore di 90 mm/Hg
  • la pressione arteriosa massima supera costantemente il valore di 140 mm/Hg

 

STILE DI VITA SANO CONTRO L’IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’ipertensione arteriosa è asintomatica. Purtroppo, se non viene curata in tempo con una terapia che riporti nella norma i livelli pressori alterati, può degenerare fino a causarne la morte.

È necessario seguire una dieta sana ed equilibrata e svolgere attività fisica praticandola con regolarità. Accanto a questi cambiamenti di vita, si avvia la terapia farmacologica.

I farmaci antiipertensivi – ACE-inibitori, beta-bloccanti calcioantagonisti o il semplice diuretico a volte non bastano per rimettere a posto i valori che vanno tenuti sotto controllo per evitare danni all’apparato cardiovascolare.

Il Prof. Giorgio De Toma, responsabile della I Clinica Chirurgica dell’AOU Policlinico Umberto I di Roma, si occupa di ipertensione e ne cura gli esiti, mediante la chirurgia laparoscopica. Su Policlinico News ha preso in considerazione una tipologia di ipertensione spesso sconosciuta ai medici di base. Secondo il Prof. l’ipertensione arteriosa rappresenta un problema complesso: «Le forme ipertensive colpiscono in Italia quasi 10 milioni di abitanti: una percentuale significativa. In media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Di questi, il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in condizione di rischio. Ancora più importante è che l’8 e il 10 per cent di queste forme non sono forme di ipertensione essenziale ma forme di ipertensione secondaria».

 

IPERTENSIONE PRIMARIA E SECONDARIA

Si distinguono due grandi tipologie di ipertensione:

  • essenziale o primaria
  • secondaria

 

Nell’ipertensione primaria, l’innalzamento costante della pressione arteriosa dipende da diversi fattori, quali:

  • predisposizione genetica alla pressione alta
  • familiarità alla pressione alta
  • abitudini alimentari (es: uso eccessivo del sale, grande consumo di caffè, ridotto apporto di Vitamina D)
  • età avanzata
  • sedentarietà
  • sovrappeso
  • squilibri ormonali
  • depressione

 

L’ipertensione essenziale caratterizza il 95% dei casi di pressione alta nella popolazione adulta e anziana. Infatti, questa è la forma più comune di ipertensione.

L’ipertensione secondaria è la condizione di ipertensione costante riconducibile ad altre patologie o all’assunzione di specifici farmaci. In Italia si va dai 400mila agli 800mila abitanti che vengono colpiti da forme secondarie e costituisce il 5% dei casi. 

Le caratteristiche dell’ipertensione secondaria sono:

  • età di insorgenza <20 o >50 anni
  • valori pressori elevati
  • risposta inadeguata a una terapia farmacologica congrua
  • assenza di familiarità per ipertensione arteriosa

 

Le forme più comuni sono:

  • iperaldosteronismo primario
  • ipercortisolemia, nota come “Sindrome di Cushing”
  • feocromocitoma

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