Calcoli alla cistifellea: sintomi e cura

Sembrano dei sassolini e si formano con la solidificazione della bile. Colpiscono principalmente le donne in gravidanza, gli obesi e chi abusa di farmaci

I calcoli della cistifellea sono delle formazioni dure, simili a sassi che possono variare da pochi millimetri a qualche centimetro. Si trovano all’interno della colecisti. Queste formazioni derivano dall’alterazione della concentrazione di bile.

Ci sono due tipo di calcoli:

  • calcoli pigmentati (più diffusi in Asia);
  • calcoli di colesterolo (70% dei casi sono nei Paesi Occidentali). 

 

GENESI: COME SI FORMANO I CALCOLI

I calcoli si formano perché la bile si solidifica. La bile è il liquido conservato nella cistifellea, costituita da colesterolo, fosfolipidi, Sali biliari, elettroliti, proteine e bilirubina. È prodotta dal fegato e aiuta l’organismo a digerire i grassi. Quando si alterano le concentrazioni di uno di questi comportamenti della bile, la soluzione tende a solidificarsi, fino a diventare calcoli.

I calcoli colpiscono soprattutto le donne tra i 25 e i 60 anni e si associa con gravidanze multiple, obesità o cali ponderali. Il Prof. Marco Catani, responsabile Blocco operatorio del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione del Policlinico Umberto I a Policlinico News parla delle cosiddette 4F, ovvero Female, Fertility, Fourthy, Fat

Quindi, i fattori da prendere in considerazione sono:

  • Sesso femminile e gravidanza
  • Età
  • Familiarità
  • Obesità
  • Dieta
  • Diabete
  • Farmaci

 

Gli esperti specificano che le donne con litiasi della colecisti siano il doppio rispetto agli uomini perché gli ormoni femminili hanno effetti sia sulla secrezione di colesterolo biliare che sulla motilità colecistica. Di conseguenza la gravidanza è un altro fattore per via degli estrogeni elevati e progesterone.

Per quanto riguarda l’età, i soggetti più colpiti sono rintracciabili tra gli ultrasettantenni, e generalmente sono due uomini su dieci e una donna su tre.

Un altro fattore di rischio è l’obesità perché favorisce la sintesi dei calcoli di colesterolo e riduce la motilità della colecisti. Tuttavia, anche la dieta è un rischio ammalarsi. Il dimagrimento rapido con diete povere di fibre o ricche di carboidrati raffinati o grassi può causare la manifestazione dei calcoli.

Infine, tra i fattori di rischio maggiori c’è il diabete perché è associato all’obesità e all’ipertrigliceridemia; e all’assunzione prolungata di farmaci quali contraccettivi orali, terapie ormonali.

 

SINTOMI: QUALI SONO E COME RICONOSCERLI

I pazienti non accusano particolari sintomi, i calcoli sono asintomatici. Tra i più comuni, c’è il dolore epigastrico che si manifesta dopo mangiato, soprattutto dopo aver ingerito pasti abbondanti ricchi di grassi.

Nella maggior parte dei casi, il dolore è intenso ed è localizzato nella zona sotto lo sterno, in pochi casi si sente al fianco destro. Può durare da un minimo di dieci minuti ad un massimo di alcune ore. Può essere associata anche a nausea o vomito.

 

 

CURA: COME INTERVENIRE

Per diagnosticare la litiasi della colecisti è necessaria l’ecografia epatica. Se il paziente non ha sintomi evidenti, è sufficiente sottoporsi a controlli medici di routine. Se si diagnostica la litiasi della colecisti sintomatica, è necessario l’intervento chirurgico.

Ci potrebbero essere delle complicanze. Ad esempio la formazione della calcolosi del coledoco, ossia del tratto finale comune delle vie biliari da cui appunto passa la bile prima di passare nel duodeno. In questo caso, i calcoli vengono trasportati nel coledoco per via delle piccole dimensioni.

Più rara è la perforazione della colecisti che si presenta nei soggetti anziani e negli immunodepressi. Questo richiede l’intervento d’urgenza in cui si asporta la colecisti infetta.

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