Tumore al pancreas, diagnosi e prevenzione

Non è facile diagnosticarlo e potrebbe essere letale a causa della errata valutazione

In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati 12.200 nuovi casi di tumori al pancreas. Questa forma di tumore rappresenta la quarta causa di morte nel mondo. Tra quelli relativi all’apparato gastroenterico, c’è un 10% che ha una sopravvivenza più bassa. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la diagnosi arriva troppo tardi perché l’organo è posizionato nella parte del retro peritoneo. Per questo motivo, non è sempre facile identificare e diagnosticare il tumore. È quanto sostiene il Prof. Piero Chirletti, Direttore della UOC Chirurgia Generale e Malattie del Pancreas del Policlinico Umberto I di Roma, in un'intervista a Policlinico News. In merito ai sintomi, che possono rappresentare un campanello d’allarme, il Prof. Chirletti dichiara che sono diversi, a seconda di dove nasce il tumore.

Bisogna quindi distinguere i tumori localizzati nella testa del pancreas da quelli nel corpo e nella coda. Nella fattispecie, nel tumore localizzato alla testa il sintomo più frequente arriva senza dolore e febbre ed è rappresentato dall’ittero. Tuttavia, se siamo in presenza di un paziente di età compresa tra i 70 e gli 80 anni, l’insorgere di questo ittero, anche senza la presenza di episodi dolorosi, deve far sospettare la presenza di una patologia tumorale pancreatica.

Ecco perché è necessario valutare un ulteriore segnale. Ovvero la presenza di ittero in presenza di altre condizioni. Perché l’ittero è un segnale che rivela la presenza possibile del tumore del pancreas. In modo particolare, se quest’ultimo è associato a pazienti che hanno un inizio di Diabete di tipo 2, se i pazienti sono obesi, se sono pazienti che hanno abusato di alcol, fumo e caffè.

Il Prof. Chirletti sostiene che: «negli ultimi anni si è data molta importanza all’incidenza della malattia tumorale nei pazienti con obesità e con diabete di tipo 2, senza familiarità precedente, fatto che dovrebbe indurre i medici di Base e tutti i gastroenterologi a prendere in considerazione l’ipotesi di sviluppo di una neoplasia pancreatica in questi pazienti».

Bisogna distinguere l’ittero causato a calcolosi da quello causato dal tumore del pancreas. Nell’ittero ostruttivo da calcolosi del coledoco, si hanno degli episodi dolorosi continui inizialmente, ovvero delle vere e proprie coliche causate dalla migrazione del calcolo. Di seguito, compare la febbre e poi l’ittero.

 

AMILASI

Nei pazienti con il tumore al principio, c’è la tendenza di avere un lieve movimento delle amilasi, degli enzimi e delle transaminasi. Questo induce a studiare il fegato e le vie biliari e ad ipotizzare la malattia pancreatica.
Una leggera riduzione di flusso di bile all’interno del coledoco, fa innalzare gli enzimi della colestasi. Successivamente, in seguito ad altri esami, si scopre un tumore più piccolo che determina un ostacolo al deflusso.

 

ECOGRAFIA

È quasi impossibile riuscire a diagnosticare il tumore attraverso l’ecografia. È necessario fare la tc multislides. Il Prof. Chirletti afferma infatti: «bisogna che il medico cominci a pensare che in assenza di calcoli della via biliare, deve sospettare il tumore e deve procedere con questo esame, eventualmente associando il dosaggio dell’antigene del cercerembrionale, il CEA, oppure il CA19.9, i markers oncologici più tipici per ipotizzare il tumore pancreatico».

 

DOLORE ALLA BOCCA DELLO STOMACO, PRIMO ALLARME

Un altro sintomo da non sottovalutare che aiuterebbe a sospettare questo tumore è la comparsa di un dolore epigastrico continuo, con riflesso posteriore, che risponde poco ai farmici e che compare un dolore posteriore nei soggetti tra i 70 e gli 80 anni. Purtroppo, questo è tipico della malattia tumorale che nasce nell’istmo. Non viene riconosciuto subito come tale perché viene confuso con un dolore neuromuscolare o un dolore lombare relativo all’età avanzata. Invece, è proprio un primo allarme della malattia del tumore pancreatico.  

 

AVANZAMENTO PRECOCE

È stato scoperto che negli ultimi 5 anni c’è stato un avanzamento precoce della malattia. Infatti, sono sempre più frequenti i casi di pazienti in cui è comparsa la neoplasia pancreatica in pazienti giovani, tra i 40 e i 50 anni. La spiegazione è da ritrovare nel campo della biologia molecolare che prima era poco nota. «Mentre si riesce a ipotizzare, seppur tardivamente, un tumore a 70 – 80 anni, è quasi spesso inverosimile ipotizzarlo a 40-50 anni» ammette il Prof. Chirletti.

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