Calcoli renali: 5 cose da sapere

Circa 8 milioni di italiani, in prevalenza uomini, soffrono di calcolosi. Scopriamo quali sono i sintomi e i possibili trattamenti

I calcoli renali, identificati dal termine medico nefrolitiasi, sono piccoli agglomerati di sali minerali che si formano all’interno del tratto urinario. Si tratta di una patologia abbastanza frequente che colpisce circa il 9% della popolazione, con un'incidenza di circa 100mila nuovi casi l'anno. Scopriamo nel dettaglio come si formano, quali sono i fattori di rischio e comepuò essere trattata la calcolosi renale

 

CALCOLI RENALI: COSA SONO

"I calcoli renali – ha spiegato a Policlinico News il prof. Giorgio Franco, urologo AOU Policlinico Umberto I di Roma, Sapienza Università - non sono altro che dei sassolini, delle pietruzze risultato dell'aggregazione di microcristalli di sostanze presenti nelle urine che, per vari motivi, possono precipitare nelle urine, cioè formare dei cristalli. Questi microcristalli mano a mano si aggregano, accrescono fino a diventare calcoli".

La calcolosi renale affligge circa 8 milioni di italiani: quasi uno su dieci.

“Normalmente si formano a livello del rene, al livello della papilla renale, ovvero la protuberanza che sta esattamente all'interno della coppa del calice. Il calice è l'inizio della via escretrice dove le urine cadono e vengono poi trasportate nella vescica”.

 

CALCOLI RENALI: QUALI I SINTOMI

Dolore acuto ed intenso "ci sono delle caratteristiche particolari nella sede, nella modalità di insorgenza e di irradiazione tipica della colica renale che la distingue da un dolore generico o un'altra forma di colica. Sede a livello lombare che irradia verso l'avanti e arriva verso l'inguine o viceversa parte dal basso e si irradia verso l'alto”.

La sintomatologia che colpisce i pazienti affetti da calcolosi renale può presentare nausea e vomito, fino a sfociare nella presenza di sangue nelle urine.

 

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO DELLA CALCOLOSI RENALE

La familiarità è uno dei maggiori fattori di rischio dei calcoli renali. Per familiarità si intende sia in senso genetico quanto socio-culturale, nel senso di abitudini familiari condivise.

"La familiarità – come ha proseguito il Prof. - è un fattore predisponente importante. Ci sono dei fattori che sono ereditari, trasmissibili a livello genetico. La familiarità è anche legata probabilmente a dei difetti del metabolismo tali per cui più facilmente ci sia una concentrazione di calcio nelle urine più alta, definita ipercalciuria e più facilmente in questi soggetti si formano dei calcoli. In questi soggetti è fondamentale che vi siano controlli periodici".

Tra i fattori di rischio spicca anche il sesso. Gli uomini, infatti, sono soggetti statisticamente più predisposti “anche se recenti studi hanno dimostrato che anche si sta riducendo il gap tra uomini e donne. Se prima il rapporto era quasi di 4:2, ora non è più così”. Il fatto che in precedenza le donne ne soffrissero in misura nettamente inferiore rispetto agi uomini, può darci informazioni sull’eziologia? ". Probabilmente il motivo è duplice: da una parte gli stili di vita degli uomini sono sempre stati più stressanti, dall’altra le donne sono tendenzialmente più attente al proprio corpo, bevono anche più acqua”

Anche il sovrappeso e la disidratazione possono aumentare la predisposizione alla formazione di calcoli renali "se le urine sono molto concentrate è più facile che precipitino i sali".

Il rischio può aumentare anche a causa di un regime alimentare sbagliato come, ad esempio, una dieta ricca di proteine, sodio e zucchero. Anche la presenza di infezioni a carico delle vie urinarie possono provocare la formazione di calcoli, a causa di alcuni germi che facilmente producono gli enzimi.

 

CALCOLOSI RENALE: DIAGNOSI

La diagnosi della calcolosi renale può essere eseguita attraverso un esame obiettivo, o “Manovra di Giordano”. "Si tratta del famoso colpo di Karate sulla zona lombare, un colpo ben assestato che fa saltare il paziente che ne è affetto”. Ovviamente seguono esami strumentali come l’ecografia. Si tratta di un "esame non invasivo che permette soprattutto di ‘vedere’ le conseguenze del calcolo, cioè la dilatazione a monte derivata dall'ostruzione, molto più difficilmente il calcolo vero e proprio. In effetti la colica renale è dovuta semplicemente a questa distensione improvvisa delle vie escretrici". Altri esami possono essere:

  • Esame radiografico
  • Tac
  • Esame urine e urinocoltura

 

COME SI CURANO I CALCOLI

Per il trattamento della calcolosi renale vengono somministrati diverse tipologie di farmaci:

  • antidolorifici/antinfiammatori -  "La catena negativa del dolore legata alla distensione viene migliorata, in più questi farmaci riducono l'edema e il gonfiore dell'uretere";
  • antispastici - “In precedenza erano molto utilizzati pensando che il dolore fosse dovuto ad una contrattura, ma con scarsi risultati; in realtà il dolore è legato all'opposto, ovvero all'estensione improvvisa delle vie escretrici. Per questo gli antidolorifici/antinfiammatori, cosiddetti FANS cioè non steroidei sono più efficaci";
  • antiemetici;
  • antibiotici.

"Se il calcolo ha delle dimensioni o una posizione tale da non consentire l'espulsione naturale, si percorre la via chirurgica. Nei casi in cui il calcolo si è bloccato nell'uretere con sintomi dolorosi, a volte infettivi, va liberata la via escretrice. Interviene l'urologo passando con piccolissime sonde dalle vie naturali, in anestesia ma senza alcuna incisione”.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter