Malattie reumatiche: quali sono i fattori di rischio

L'esperto: "Più dell'80% degli italiani pensa erroneamente che l'età sia uno dei principali fattori di rischio mentre è dimostrato, dalle statistiche internazionali, che possono colpire anche persone con meno di 40 anni o addirittura i bambini"

Oltre l’8% degli italiani è colpito da una malattia reumatica. Stime elevate che quasi raggiungono le cifre dei pazienti colpiti da malattia croniche come il diabete o il tumore. Ad oggi, secondo un’indagine statistica della Società Italiana di Reumatologia, artriti, osteoporosi e artrosi sono ancora argomenti non molto conosciuti. Il 15% degli italiani non ha mai sentito parlare di malattie reumatiche e autoimmuni e più della metà non conosce l’artrite reumatoide, mentre 1 su 3 ignora l’esistenza di forme come le connettiviti e l’artrite psoriasica.

 

LE MALATTIE REUMATICHE: QUALI SONO  

Le malattie reumatiche comprendono più di 150 disturbi diversi e le forme più frequenti come artrosi, artriti e osteoporosi interessano un italiano su cinque. Tra queste, le più note sono osteoporosi, sclerodermia, artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile e artrosicospondiloartriti.

 “Le artriti hanno dei sintomi che possono essere diversi; normalmente e tipicamente il dolore articolare che comporta un irrigidimento e una perdita di funzionalità” ha spiegato in un’intervista a Policlinico News il Prof. Manuela Di Franco, Responsabile Ambulatorio Diagnosi e terapia Artriti di recente insorgenza. “Vi sono forme di artrite periferiche come può essere l’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica ma ci sono altre forme di artrite, che colpiscono anche tessuti e organi interni, come la spondiloartrite”.

Se l’osteoartrite è la forma più comune tra le persone anziane ed è la causa principale di disabilità fisica, soprattutto tra le donne dopo i 45 anni di età, non è vero che l’età sia il fattore di rischio prevalente.

“Più dell’80% degli italiani – dichiara Prof. Di Franco - pensa erroneamente che l’età sia uno dei principali fattori di rischio mentre è dimostrato, dalle statistiche internazionali, che possono colpire anche persone con meno di 40 anni o addirittura i bambini”.

 

I SINTOMI DELLA MALATTIA REUMATICA

Le malattie reumatiche possono presentarsi in diverse forme e interessare diverse parti del corpo. I sintomi possono essere:

  • dolori articolari. Nel caso delle artriti il “dolore articolare – ha specificato Prof. Di Franco - può essere presente anche la notte o nelle prime ore della mattina. Dolore, quindi, ben diverso da quello artrosico che aumenta con l’affaticamento e con lo sforzo fisico”;
  • stanchezza e spossamento;
  • perdita della capacità motoria.

Queste malattie, se non trattate preventivamente o in maniera adeguata possono portare a rischi elevati associati a una ridotta mobilità. Possono essere la causa di altre patologie come malattie cardiovascolari, diabete, alta pressione, sovrappeso e obesità.

I sintomi possono intaccare anche l’aspetto psicologico e sociale del paziente, provocando stress, depressione, rabbia, ansia, senso di impotenza, mancanza di autocontrollo. Nella vita quotidiana il malato reumatico può presentare una tendenza all’isolamento, difficoltà nel lavoro e a scuola e problemi sessuali.

 

ARTRITE: QUALI SONO LE FORME COMUNI

L’artrite può presentarsi con diverse sintomatologie. In base alla tipologia di sintomi possono essere evidenziate diverse forme di artrite più comuni, come:

  • Osteoartrite - Comporta una lesione delle cartilagini provocando un contatto, spesso diretto, tra le ossa nelle articolazioni. Colpisce soprattutto mani, collo, fondoschiena e sulle articolazioni su cui si scarica il peso del corpo.
  • Artrite psoriasica - “Si può accompagnare o meno a psoriasi, presenta comunque dolore articolare, tumefazione articolare che tende a persistere”. Particolarmente comune su mani e piedi.
  • Artrite reumatoide - è una malattia autoimmune che interessa le articolazioni ma anche i tessuti epidermici, polmonari, oculari e i vasi sanguigni. Tra le malattie osteoarticolari “rappresenta la malattia più severa in termini di danno strutturale delle articolazioni, di danno osseo secondario, di complicanze extra-articolari, di comorbidità associate e di rischio di mortalità”. Può colpire anche i bambini (artrite reumatoide giovanile).
  • Spondiloartrite -“Tipica dei soggetti giovani, si manifesta con dolore prevalente a livello della colonna, di tipo infiammatorio”.

Altre forme comuni, come riportato sul sito del Ministero della Salute, sono la fibromialgia, la gotta, il Lupus sistemico eritematoso, borsiti e tendiniti.

 

MALATTIE REUMATICHE: COME SI TRATTANO

La cura per le malattie reumatiche prevede la prescrizione di un trattamento farmacologico, legato alla terapia fisioterapica. Il trattamento viene prescritto con un triplice obiettivo:

  • ridurre l’intensità del dolore;
  • arrestare il processo distruttivo a carico delle articolazioni;
  • recuperare la funzione per mantenere la capacità di svolgere l’attività lavorativa e quelle della vita quotidiana.

 

DIAGNOSI PRECOCE

Resta di fondamentale importanza la diagnosi precoce delle malattie reumatiche. Se queste malattie vengono aggredite subito e con la terapia giusta, si riesce ad ottenere una remissione; ciò consente a noi di alleggerire la terapia farmacologica ed al malato permette una migliore qualità di vita.

“Abbiamo creato per le artriti ma anche per le malattie reumatiche immuno-mediate, come le connettiviti, delle red flags per i medici di medicina generale che consentano al medico di valutare la situazione secondo il grado di severità della forma o condizione, individuare quindi con che grado di urgenza il paziente deve essere rimandato ad una consulenza specialistica. Non dimentichiamo che le malattie reumatiche sono la prima causa di invalidità nel mondo potenzialmente trattabile perché, se noi interveniamo presto, l’invalidità che è anche molto severa, si può prevenire”. 

“Per migliorare l’assistenza ai malati è necessaria una profonda riorganizzazione della reumatologia del nostro Paese – ha dichiarato Manuela Di Franco, che è anche delegato regionale SIR per il Lazio -. Oggi si calcola che, per esempio, un paziente su quattro afflitto da artrite reumatoide vive in una condizione di disabilità grave. E’ un dato più alto rispetto a quelle registrato in diversi Paesi Europei. Va quindi creato un fondo nazionale per i farmaci biologici in modo da garantire a tutti queste terapie. Inoltre vanno istituite e rese operative, il prima possibile su tutto il territorio nazionale, le reti reumatologiche regionali. Infine bisogna incentivare la ricerca scientifica in questa branca della medicina”.

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