40 anni di Legge Basaglia: il seminario sulla salute mentale

L'Asl di Rieti ha partecipato a "La Città che Cura", un evento organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio per parlare di inclusione

Quest’anno ricorre l’anniversario della Legge 180 del 13 maggio 1978. Esattamente 40 anni fa venne emanata la norma conosciuta come “Legge Basaglia”. Questa legge ha di fatto chiuso i manicomi in Italia e ha reso il nostro paese il primo a prendere un simile provvedimento.

Per l’occasione la Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Asl Roma 4, ha organizzato un seminario dal nome “La Città che cura” che si è svolto nei giorni scorsi nella sede della Regione Lazio.

Tra i relatori anche la Direzione Aziendale della Asl di Rieti, grazie al contributo del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche diretto dalla dottoressa Gabriella Nobili, che è intervenuta per raccontare dei diversi progetti dedicati a inclusione e residenzialità.

 

 

LEGGE 180: IL SEMINARIO “LA CITTÀ CHE CURA”

La Legge Basaglia del 13 maggio 1978, nota come legge 180, modificò la concezione e i criteri dell’assistenza psichiatrica, superando la logica di mera custodia dei manicomi ed introducendo i concetti di cura, prendersi cura, presa in carico territoriale, inclusione sociale, lavoro e guarigione nonostante la malattia, riduzione del carico familiare.

L’Azienda Sanitaria Locale di Rieti è intervenuta esponendo alcuni progetti di residenzialità e inclusione presentanti dalla dottoressa Anna Faraglia. Il seminario ha offerto una opportunità per riflettere su alcuni temi di interesse generale per tante persone che soffrono il disturbo mentale ed il disagio sociale: la casa, la famiglia, il lavoro, il volontariato, le relazioni sociali, le cure sanitarie.

“Una città che cura”, infatti, mira a vincere la dispersione e l’isolamento offrendo una rete di servizi, luoghi di incontro e soluzioni efficaci per le persone. Al seminario hanno partecipato le figure professionali afferenti alla ‘salute mentale’ provenienti da diverse Asl e Aziende ospedaliere del Lazio; medici ed infermieri, gli assistenti sociali, il mondo del volontariato e dell’associazionismo del privato sociale e della salute mentale.

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