Elisoccorso: le nuove linee guida della Siaarti

La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva presenterà al congresso REMOTE HEMS Meeting 2018 i primi dettagli del nuovo punto di riferimento per il settore

Oltre 50 basi sul suolo nazionale, decine di elicotteri e centinaia tra medici (anestesisti), piloti, tecnici e personale amministrativo. Regolamentare e standardizzare i diversi servizi di Elisoccorso non è esclusivamente una questione di normative: per compiere il definitivo salto di qualità un gruppo di professionisti è da tempo al lavoro sulle nuove linee guida dell’Elisoccorso, un impegno portato avanti dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti).

In vista del primo appuntamento decisivo per il nuovo Elisoccorso, il congresso REMOTE International HEMS Meeting 2018 (in programma l’1-2 dicembre a Vergiate), il dott. Maurizio Menarini, referente medico per molti anni della base HEMS dell’Ospedale Maggiore di Bologna e responsabile sezione culturale medicina critica dell'emergenza della Siaarti, leader del gruppo di professionisti delle leader del gruppo di professionisti che si occupano di elaborare il nuovo piano di riferimento per l’HEMS, ha illustrato alcuni dettagli del nuovo punto di riferimento per il settore.

Dottor Menarini, a che punto siete con la preparazione delle linee guida dell’Elisoccorso?

Il gruppo di lavoro è all’opera sulla base del metodo GRADE (Grading of Recommendations, Assessment, Development and Evaluation, ndr), il migliore e più attuale strumento per la valutazione della affidabilità delle prove scientifiche e per la formulazione di raccomandazioni cliniche basate sulle evidenze. In altre parole, è proprio l’adozione di questo metodo che farà di queste linee guida un benchmark sanitario e organizzativo per l’Elisoccorso internazionale. Per tornare alla domanda, i tempi di preparazione delle linee guida sono dettati dalla necessità di raccogliere evidenze cliniche sulla base di un metodo che oggi è lo standard di riferimento.

Non esistono modelli comparabili nei sistemi HEMS stranieri.

La Siaarti sta portando avanti un progetto ambizioso con basi scientifiche solide: l’Elisoccorso oggi si fa in tutto il mondo con modalità, strumenti, filosofie sanitarie e tecnologiche differenti, senza una base di studi condivisa. La standardizzazione del sistema non è un dettaglio da poco,  basti pensare al trattamento delle patologie tempo dipendenti, all’ictus, all’infarto, al trauma emorragico, al trattamento delle patologie neonatali: dove c’è uno standard, l’improvvisazione non esiste e c’è spazio solo per l’efficienza. L’elicottero è un mezzo vantaggioso in determinate condizioni, per alcuni casi specifici invece è indispensabile. Con le linee guida, sarà possibile delineare al meglio anche questo aspetto. 

REMOTE International HEMS Meeting 2018 sarà la prima occasione di incontro internazionale per la comunità dell’Elisoccorso internazionale. Il congresso di Vergiate sarà inoltre l’occasione per presentare la prima sezione delle linee guida. Quali sono le aspettative?

Saranno per la prima volta riuniti tutti insieme per confrontarsi sul campo i più eminenti professionisti internazionali, dai medici anestesisti rianimatori ai piloti, passando per i tecnici.  Anche solo per questo motivo si tratta di un’occasione rara, un appuntamento strategico per il nostro settore e per l’industria degli elicotteri in generale.

Come può migliorare l’Elisoccorso dal punto di vista clinico?

Con l’innovazione, la gestione e l’integrazione delle tecnologie diagnostiche e terapeutiche in un sistema clinico evoluto. Parliamo in particolare dell'utilizzo dell'ecografia e della possibilità di trasportare direttamente il paziente in sala operatoria abbattendo i tempi per il trattamento definitivo, passando per la possibilità di utilizzare i presidi per il controllo delle emorragie gravi traumatiche, fino all’opportunità di effettuare diagnosi di infarto miocardico e centralizzare direttamente il paziente per la terapia.

Bisogna quindi prendere in considerazione il trattamento del paziente in maniera globale.

Esatto, si tratta di un approccio più centrato al successo finale dell’azione di soccorso piuttosto che alle operazioni di salvataggio. Per questo è cruciale assicurare la qualità complessiva del trattamento intensivo dei pazienti critici, non solo il successo di una singola manovra di soccorso.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti Bussola Sanità

Seguici su

  • facebook
  • twitter

Iscriviti alla nostra

  • newsletter