Fibrillazione atriale: come riconoscerla in tempo

Si tratta di una delle aritmie cardiache più frequenti che aumenta di quattro volte il rischio di ictus cerebrale

In Italia, oltre un milione di persone è affetto da fibrillazione atriale (FA), causa del 20% degli ictus celebrali nel nostro paese. I soggetti colpiti sono maggiormente ultrasessantacinquenni, i quali rappresentano circa un quarto della popolazione italiana. Diagnosi precoce, un adeguato piano terapeutico e aderenza alla terapia sono i pilastri per la gestione efficace delle aritmie cardiache

 

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE 

La fibrillazione atriale è uno dei maggiori fattori di rischio per l'Ictus cerebrale (ogni anno 200mila casi in Italia) che resta, tra gli anziani, la prima causa in assoluto di disabilità, nonché la seconda di morte e demenza in tutto l'Occidente.  

"Questa forma di aritmia cardiaca - ha spiegato a Policlinico News il Prof. Antonio Ciccaglioni, Reponsabile dell'Unità Operativa di Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia, Policlinico Umberto I di Roma - è spesso particolarmente grave in quanto l'attivazione elettrica rapida e apparentemente caotica del tessuto atriale aumenta il rischio di formazione di trombi, che possono portare ad ischemie ed ictus". 

A riprova di ciò, uno recente studio ha dimostrato come i pazienti con fibrillazione atriale presentino con una frequenza maggiore statisticamente significativa anche:

  • una diagnosi di ipertensione arteriosa

  • un precedente infarto miocardico

  • uno scompenso cardiaco

  • un'altra aritmia cardiaca

  • un'iperglicemia

  • un diabete mellito

  • ipercolesterolemia

  • consumo di alcol

  • alterata funzionalità renale.

Senza contare che nei pazienti affetti da fibrillazione atriale si verifica un ictus cerebrale, con una frequenza 4 volte superiore a quanti non affetti.

 

I SINTOMI DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE 

È fondamentale, specie nei soggetti nella fascia d'età a rischio, non sottovalutare Tre sintomi, che rappresentano i campanelli d'allarme della patologia:

  • dolori al petto e sincope;

  • palpitazioni;

  • scompensi cardiaci.

"Si tratta di sintomi - ha proseguito il Prof. Ciccaglioni - che possono assumere varie intensità: per questo è importante sottoporsi periodicamente ad un controllo cardiologico. Gli opportuni esami e l'aiuto degli esperti possono diagnosticare questi problemi cardiaci e curarli meglio. Negli anziani, solitamente, è più semplice mettere in evidenza sintomi e problematiche. Al contrario, soprattutto nei giovani, l'aritmia è pericolosa perché si manifesta anche in modo asintomatico. Ecco perché è fondamentale, per tutti, eseguire controlli cardiologici di tipo periodico".

 

COME AVVIENE LA DIAGNOSI?

Non diagnosticare tempestivamente la fibrillazione atriale risulta piuttosto frequente. Può capitare che la prima identificazione avvenga in concomitanza di un ictus invalidante, quando oramai il paziente è vittima di un evento vascolare maggiore, con conseguenze gravissime non soltanto sulla speranza di vita, ma anche sulla sua qualità.

Tendenzialmente, gli accertamenti che vengono effettuati sono:

  • elettrocardiogramma base;

  • Holter, elettrocardiogramma dinamico;

  • ecocardiogramma. 

"Questa importante serie di accertamenti testimonia al meglio quanto tali problematiche cardiache siano, talvolta, difficili da diagnosticare, specialmente se asintomatiche".

 

LA CURA

Il medico specialista, una volta eseguiti gli accertamenti necessari, può richiedere l'applicazione di tre stategie terapeutiche:

  1. la cura farmacologicaper prevenire gli episodi più gravi. "I farmaci anticoagulanti attualmente disponibili consentono una notevole riduzione del rischio di ictus nei giovani come negli anziani";

  2. la terapia elettrica"Le terapie di tipo elettrico, dette anche ablative, possono davvero fare molto per quei pazienti per i quali non si rivela sufficiente la cura farmacologica. Le scariche elettriche cui viene sottoposto l'atrio di sinistra, infatti, permettono di regolarizzare il ritmo cardiaco, ottenendo il medesimo effetto dei farmaci. L'utilizzo di questa tecnica riesce a risolvere la fibrillazione atriale e il conseguente rischio di trombi, ischemia e ictus in molti dei pazienti";

  3. la regolamentazione tramite farmaciper le fasi croniche. "Il trattamento tramite farmaci, nelle situazioni ormai croniche ha il pregio di regolarizzare il battito del paziente, consentendogli di convivere con questa problematica".


"La scelta della terapia più corretta, per ogni paziente, viene effettuata in relazione a diversi fattori, che possono incidere allo stesso tempo sul paziente. Età, tolleranza emodinamica, entità dei sintomi, epoca di insorgenza della fibrillazione ed eventuale storia di recidive precedenti, sono alcuni dei fattori da tenere in grande considerazione. Non vanno dimenticate, inoltre, le dimensioni degli atri e la presenza di rimodellamento strutturale, oltre alla tolleranza ai farmaci antiaritmici e anticoagulanti da parte del paziente".

In conclusione, è bene sapere che la fibrillazione atriale è un pericolo serissimo ma che se curata, sopratutto se diagnosticata in tempo. Resta prioritario effettuare controlli periodici ed aderire pedissequamente alla terapia.

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