Abbronzatura: come proteggersi dai raggi UV

Abbronzatura: come proteggersi dai raggi UV

Lo protezione totale non esiste. Gli esperti suggeriscono sempre di preferire la protezione 50 e di applicarla più volte al giorno

Un'esposizione al sole duratura, soprattutto nelle ore più calde, sono dannose alla nostra pelle. Gli Italiani, stando ai dati di alcuni sondaggi, sono sempre più consapevoli di un aumento dei casi di tumori della pelle e della necessità di una diagnosi precoce per evitare seri pericoli per la propria salute. Allo stesso tempo, soltanto la metà si protegge adeguatamente nell'esporsi al sole. 

Ne ha parlato a Policlinico News la Prof.ssa Daniela Bianchini Dirigente Medico di Dermatologia del Policlinico Umberto I. 

 

L'ESPOSIZIONE AL SOLE E IL FOTOAGING 

"Un altro errore molto comune - ha dichiarato la Prof.ssa Bianchini - è sottovalutare l’età pensando che, arrivati ad una certa età, non sia più importante proteggersi. Non è assolutamente così. La pelle è il più grande organo del nostro corpo e, in un certo senso, presenta il conto. Spesso, parlando di invecchiamento della pelle ad esempio, si considera solo il cronoaging cioè l’invecchiamento dovuto all’età, ma ne esiste un secondo: il fotoaging, dovuto all’esposizione al sole”.

Non controllare le ore in cui ci si espone al sole o non proteggere la pelle adeguatamente, “sono sempre dannose. Il sole va considerato come una terapia e come tutte le terapie deve avere il dosaggio giusto”.

 

I DANNI ALLA PELLE

Possiamo distinguere il danno alla pelle, causato dalle radiazioni UV-A e UV- B, in diretto ed indiretto:

 

  • diretto, legato airaggi UV-B, che rimangono più in superficie e stimolano la produzione di melanina; “fanno un danno diretto al DNA cellulare e lo modificano predisponendolo ad un percorso verso il cancro. La possibilità che ciò accada è ovviamente relativa non ad una esposizione moderata, quanto piuttosto ad una esposizione continua. Le creme, in questo ci aiutano, schermandoci” chiarisce la dottoressa;

  • indiretto, causato dai raggi UV-A. Questa tipologia di radiazioni penetrano più in profondità e sono dunque responsabili di un danno indiretto. "Provocano cioè un danno di tipo infiammatorio. Ma l'infiammazione è noto, anche a carico di altri organi, è l'anticamera della neoplasia”.

     

COME CI SI PUÒ PROTEGGERE?

Evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata ed in ogni caso mai per un tempo prolungato, sono un punto di partenza. Il passo successivo è una protezione di tipo fisico, in primis attraverso un abbigliamento adeguato, come occhiali da sole e cappello.

Da aggiungersi alle creme protettive, riguardo alle quali è bene tenere a mente: “lo schermo cosiddetto totale non esiste. Noi suggeriamo sempre di preferire la protezione 50 e di applicarla più volte al giorno.Mettere la protezione una prima volta e poi scordarla tutto il giorno è un comportamento scorretto. Bisogna ripetere l'applicazione durante l'esposizione al sole”. 

Queste creme solari sono in grado di tutelare la nostra pelle da ustioni ed eritemi e limitare l’assorbimento degli UV responsabili dei tumori, solo se associate a comportamenti virtuosi. Infine, oltre alle creme, è consigliabile assumere antiossidanti circa un mese prima dell'esposizione. La composizione degli antiossidanti "sempre più sofisticata ed attenta, aumenta la protezione dal danno infiammatorio. Gli antiossidanti per via orale vanno assunti a partire da circa 4 settimane prima dell’esposizione al sole, per preparare il corpo”. 

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