Lupus: cos'è e come si manifesta la malattia cronica invalidante

Il 10 Maggio di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale contro il Lupus, l'occasione per informare sulla malattia cronica autoimmune che colpisce maggiormente le giovani donne

Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è una malattia cronica invalidante che colpisce il sistema immunitario fino a compromettere il funzionamento di vari organi e apparati. Si tratta di un gruppo fortemente eterogeneo di malattie autoimmuni che possono attaccare qualsiasi parte del corpo, specialmente la pelle, le articolazioni, i reni, il sangue e ogni tipo di tessuto connettivo. Il Lupus può colpire in qualsiasi età ed essendo una malattia cronica e i suoi sintomi possono presentarsi per tutta la vita. 
Il 10 maggio ricorre la Giornata Mondiale contro il Lupus, l'occasione voluta dalla World Lupus Federation per fare luce su questa patologia invalidante, che colpisce soprattutto il genere femminile

 

LUPUS: UNA MALATTIA INVALIDANTE ANCORA POCO CONOSCIUTA

Nel Mondo si stima che le persone colpite da Lupus Eritematoso Sistemico siano più di 5 milioni, mentre in Italia più di 60mila, con una prevalenza assoluta nelle giovani donne. "Statistiche di qualche anno fa ci dicono che in Italia - scrive il Il gruppo LES Italiano - Onlus - ne vengono diagnosticati 1500-2000 casi all'anno, e che i casi seguiti clinicamente riguardano oltre 60000 persone. Quando compare prima dei 18 anni, i medici usano nomi diversi: LES pediatrico, LES giovanile e LES a insorgenza infantile. La malattia è più frequente nelle donne in età fertile (15-45 anni) e, in tale particolare gruppo d’età, il rapporto tra femmine e maschi colpiti è di 9 a 1".

Si tratta di una malattia invalidante di cui ancora si conosce poco e per cui al momento non esistono cure farmacologiche risolutive. La patologia cornica colpuisce il sistema immunitario fino a compromettere il funzionamento di organi vitali e apparati. I sintomi del Lupus sono numerosi e possono toccare qualsiasi organo. Si va da dolore articolare e stanchezza alla comparsa di un rash cutaneo (con forma a farfalla). L’artrite, in questo caso, non è una semplice infiammazione ma un sintomo della malattia. 

Sono malattie reumatiche, che nella maggior parte dei casi hanno un'origine autoimmune. Come per altre malattie autoimmuni, anche nel Lupussuccede che il sistema immunitario va in tilt e attacca gli organi sani "scambiandoli" per agenti patogeni, e quest'infiammazione può portare a conseguenze serie, fin anche al decesso.
Esistono diversi tipi di Lupus, il più frequente è il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), ci sono poi il Lupus farmaco indotto, scatenato da una commistione di farmaci che provocano una risposta autoimmunitaria del sistema, e il Lupus eritematoso discoide, che si manifesta con eritemi e rossori diffusi su viso e cuoio capelluto.
 

IL LUPUS COLPISCE SOPRATTUTTO LE GIOVANI DONNE 

Durante le iniziative organizzate dal Gruppo LES Italiano - Onlus in tutta Italia e anche al XXI Congresso Nazionale del Collegio dei Reumatologi (CReI), a Roma dal 10 al 12 maggio, l'attenzione sarà focalizzata in particolare su lupus e gravidanza. Le donne colpite da una forma di Lupus ha maggiori probabilità di un'interruzione spontanea della gravidanza, di morti o rallentata crescita intrauterine, e nascite pretermine. 

Stefano Stisi, presidente CReI si è così espresso: "Sono due temi che dobbiamo trattare. Il Lupus è una malattia multifattoriale e multiorgano, che interessa più organi e sistemi come la pelle, le articolazioni, i reni, il sangue e i tessuti connettivi, ed è cronica. Dà stanchezza, non ci si può esporre al sole, ci sono rischi di incorrere in eventi trombotici, ecco perché valutare anche la scelta dei contraccettivi". Si stima che una paziente su 3 non affronti col proprio medico il tema della maternità della contraccezione. Eppure si tratta di un'eventualità assolutamente conciliabile con un buon esito, chiariscono gli esperti, a condizione che vi sia una programmazione e che non si interrompano i farmaci.

"Oggi, l'85% delle gravidanze, se programmate insieme al reumatologo, all'immunologo, al ginecologo, agli ostetrici e al neonatologo, va a buon fine"ha spiegato Laura Andreoli, reumatologa presso l'ASST Spedali Civili di Brescia.

 

 

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