La depressione perinatale colpisce 90 milioni di donne in Italia

Il 16% delle donne in gravidanza viene colpite dalla malattia. La campagna "Un sorriso per le mamme" vuole puntare i riflettori su questi disturbi ancora sottovalutati dalle pazienti e dai medici

Parte la campagna 2018 di “Un sorriso per le mamme”, l'iniziativa dedicata a informare le donne sulla depressioneperinatale. Si tratta di una forma di depressione che include il periodo che va dalla gravidanza al post-partum e che, in Italia, colpisce circa 90 mila donne ogni anno, ma il 50% delle pazienti riceve l'assistenza adeguata.
Il progetto, promosso da Onda, Osservatorio nazionale per la Salute della donna e di genere, è nato nel 2010 prevede l’aggiornamento della rete di centri di riferimento presenti in tutta Italia che assistono e curano le donne colpite dalla malattia. 

 

DEPRESSIONE PERINATALE: I NUMERI DEL FENOMENO

Ne soffrono 90 mila donne in Italia e, più nello specifico, gli episodi di maternity blues, condizione fisiologica transitoria che dura circa 1 settimana dopo il parto, riguarda il 50-80% delle neomamme e nel 20% dei casi sfocia in una depressione post-partum. Il 16% delle donne nel periodo della maternità, eppure, solo poco più della metà riceve un'assistenza adeguat, menttre il 13% sperimenta già un disturbo dell’umore durante le prime settimane dopo il parto; distubi che salgono al 14,5% nei primi tre mesi postnatali con episodi depressivi maggiori o minori fino addirittura al 20% nel primo anno dopo il parto.

Si tratta, purtroppo, di stime molto approssimative e probabilmente da rivedere al rialzo, dal momento che i sintomi sono frequentemente sottovalutati tanto dalle pazienti quanto dai clinici e che soltanto in circa la metà dei casi viene riconosciuto il disturbo e fornita la risposta adeguata.

Nei casi più gravi, questi disturbi posso portare casi di "figlicidio", che in Italia sono circa 20 l'anno. Secondo State Of Mind: "La risposta che tranquillizza la società di fronte a certi casi è senza dubbio quella di attribuire alle madri una patologia mentale, giustificando il gesto come pazzia, perché non è normale che una madre abbia il desiderio di uccidere il proprio bambino. Attribuire questo gesto alla follia ha uno scopo rassicurante, sia perché funge da spiegazione, sia perché allontana da noi l’ipotesi di poterlo commettere in quanto soggetti sani...
In realtà - spiega McKee, il figlicidio materno è un evento multifattoriale, cioè è determinato da diverse cause, che potremmo chiamare concause, perché un singolo fattore di rischio non comporta necessariamente un atto omicida verso il figlio: solo la presenza congiunta di diversi fattori rende possibile il suo verificarsi."

 

Le opportunità per farsi aiutare

Il progetto sulla depressione perinatale di ONDA nasce con l’intento primario di togliere dalla solitudine e dall’isolamentoquelle mamme che inon riescono a comunicare il proprio malessere.

«I disturbi mentali - spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda - nel periodo perinatale hanno un significativo impatto sulla vita della donna, sul bambino, sulla relazione mamma-bambino e su tutta la famiglia. Purtroppo si tratta di una malattia spesso sottovalutata e sottotrattata. Per questo Onda ha deciso di occuparsene in maniera concreta attraverso questa campagna che, da oggi, offre a tutte le mamme e future mamme un’informazione più accurata e aggiornata. Il progetto, tra le diverse attività, oltre alla presenza di un sito internet dedicato, in cui protagoniste sono proprio le mamme, ha portato alla realizzazione di un network di centri di supporto che si occupano di depressione perinatale tra gli Ospedali con i Bollini Rosa e non solo, che oggi conta ben 22 centri di eccellenza nella prevenzione più altri 17 centri di riferimento e vede il coinvolgimento di oltre una decina di associazioni pazienti».

Attraverso il sito internet (www.depressionepostpartum.it)le future e neomamme e le persone a loro vicine, avranno la possibilità di:

  • trovare le attività dei centri di supporto per la depressione perinatale.

  • usufruire del servizio “L’esperto risponde” che permette di chiedere supporto a uno specialista.

Importante diventa anche la prevenzione: la mente subisce un’evoluzione piuttosto particolare tra la gravidanza e il periodo post partum; si tratta di elemento che per le madri e le loro famiglie deve essere molto chiaro. Per diffondere questo messaggio, Onda è supportata da 6 centri d’eccellenza specializzatiproprio sulla depressione materna (Torino, Milano, Pisa, Napoli, Ancona e Catania) nonchè di una campagna infomativa online.

La gravidanza - continuaFrancesca Merzagora - rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti fisici e psicologici. Molto importante è dare ascolto a ciò che si prova dentro di sé, perché tristezza, sconforto e ansia possono trasformarsi in sintomi di depressione”.

A questo appello, si unisce Claudio Mencacci, del Fatebefratelli di Milano:
Vi sono alcuni fattori di rischio per la depressione nella maternità, come conflitti, mancanza di supporto in famiglia, e violenze, e altri di protezione, come il lavoro”.

Le linee guida

In aggiunta al sitodove possono parlare con esperti o parlare fra di loro nel forum dedicato, ONDA ha messo a disposizione dei consigli,come se fossere delle vere e prorpure linee guida,perprevenire o quantomeno attenuarele manifestazioni della depressione post partum agendo soprattutto a livello psicologico, sia da parte della madre che di chi le sta attorno.

Per supportare la madrepuò rivelarsi utile:

  1. Seguire una dietaadeguata che eviti eccessi e l’assunzione di eccitanti come alcool e caffé;

  2. Limitare i visitatorinei giorni del rientro a casa dopo il parto;

  3. Dormirenelle stesse ore in cui dorme il neonato;

  4. Rafforzare il rapporto con il partnere soprattutto cercare di mantenere un atteggiamento realistico rispetto alle proprie energie e impegni e nella consapevolezza che si sta vivendo un momento molto particolare e che questo avrà i suoi alti e bassi ma che comunque esaurirà le sue manifestazioni negative nell’arco di pochi giorni;

  5. Mantenere i contatticon amici e familiari;

  6. Chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno;

 

I familiari ed il partner possono fare molto per aiutare:

  1. Alleviare gli impegnidella neomamma;

  2. Offrire aiutonei lavori domestici;

  3. Mostrare disponibilità ad ascoltare e ad offrire sostegno, ma solo se questo non incontra resistenze.

 

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