Raucedine: i consigli degli esperti del Policlinico Umberto I

Policlinico News spiega cosa dobbiamo fare se al mattino ci svegliamo senza voce o se l'abbassamento di voce è cronico.

Gli sbalzi di temperatura e i passaggi repentini tra caldo e pioggia, causano facilitate febbre, raffreddore e tosse, disturbi che spesso portano all'abbassamento della voce, o meglio conosciuta come raucedine. Nella sua forma acuta, può essere curata con una terapia farmacologica, in altri casi la patologie può causare la formazione di noduli che possono essere trattati con riabilitazione dal logopedista o l'intervento chirurgico. Ne ha parlato a Policlinico News il Prof. Marco De Vincentiis, Responsabile UOC Otorinolaringoiatria del Policlinico Umberto I. 

 

ABBASSAMENTO DI VOCE

"Quando va via la voce, - ha spiegato il Prof. De Vincentiis - le corde vocali sono in sofferenza. Non hanno più una buona funzione: possono gonfiarsi e non muoversi in maniera corretta e, conseguentemente, vi è una alterazione della produzione della voce".

Va tenuto in considerazionche che l'espressione vocale è un processo complesso fatto di equilibri delicati e componenti diversi che cooperano tra loro. "Nelle forme acute, quando sono singoli episodi, la causa è spesso un ingrossamento delle corde vocali. Il loro movimento di avvicinamento, che è quello che porta alla produzione del suono, è alterato".

 

RAUCEDINE: COME SI CURANO LE FORME ACUTE ?

Quando il paziente viene colpito da una forma grave di raucedine, la strategia di cura consigliata dagli esperti poggia su due pilastri:

  • Terapia farmacologica, attraverso la somministrazione di cortisonici e antistaminici, da assumere sia per aerosol sia per via generale. In alcuni casi è necessario ricorrere agli antibiotici.

  • Riposo. Il classico "rimedio della nonna" resta molto efficace; usare moderatamente la voce e riposarsi per evitare di stressare il fisico. "Insistendo si rischia di portare alla formazione di un polipo".

 

 

LE FORME CRONICHE 

"Nelle forme croniche - continua il Dottor De Vincentiis - possono esserci molti fattori che determinano lo scarso funzionamento dell'organo delle voce. Ad esempio, in persone che parlano molto per lavoro,come insegnanti e cantanti, parlare in modo scorretto - per esempio prendendo poca aria - fa si che le corde vocali battano solo in un punto e si formino dei calli, ovvero noduli. Nei fumatorisi può creare un grosso rigonfiamento delle corde vocali che ne impedisce il corretto funzionamento".

 

COSA FARE IN CASO DI NODULI O RIGONFIAMENTI?

"Nelle forme croniche è molto importante fare una visita da un otorinolaringoiatra che osserverà direttamente con una telecamera le corde vocali. Se si individuano dei noduli, due sono le possibilità di cura: la riabilitazione con il logopedista o l'intervento chirurgico".

È importante tenere presente che i noduli dipendono spesso dal tipo di attività. Dunque, per chi ha dei noduli, diventa ancora più fondamentale imparare a utilizzare la voce nella maniera più corretta.
Se da una parte "è difficile che il nodulo abbia una evoluzione maligna" dice Prof. De Vincentiis, la questione cambia nei casi di polipi o di edemi (rigonfiamenti) dove "è necessario rivolgersi ad uno specialista, soprattutto se fumatori, astenersi dal fumare e rimuovere queste piccole formazioni in endoscopia in regime di Day Hospital".

Nel post intervento, viene poi effettuata una spettrografia, cioè un esame strumentale della voce che permette una rappresentazione visiva di quanto accade durante l'emissione del suono e dunque di verificare se la formazione delle principali note sia effettivamente adeguata. In questo modo "durante la riabilitazione nel post-operatorio è possibile correggere eventuali errori".

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