Un bambino su tre soffre di allergia ai pollini

I soggetti allergopatici sono in aumento a causa del cambiamento climatico che dilata i tempi della pollinazione. Ne parla il Prof. Francesco Le Foche, Allergologo del Policlinico Umberto I di Roma

In Italia, oltre 10 milioni di persone, che corrispondono a circa il 20% della popolazione, è colpita da una forma di allergia. Le cifre sono considerevoli e il trend continua a salire, attestando l’allergia come la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi e ipertensione (Fonte: ISTAT).

Oltre a crescere le cifre dei soggetti allergopatici, stanno aumentando i tempi che interessano la stagione dei pollini. Il periodo di pollinazione rischia di estendersi da gennaio a giugno, delle cause ne ha parlato a Policlinico News il Prof. Francesco Le Foche, Allergologo del Policlinico Umberto I di Roma.

 

AUMENTA IL NUMERO DEGLI ALLERGICI

Il numero dei soggetti affetti dall’allergia ai pollini è in sensibile aumento non solo in Italia, ma in Europa in generale. "I soggetti allergopatici sono aumentati di numero e le nuove incidenze sono significative" ha spiegato il Prof. Le Foche a Policlinico News. "Un terzo dei bambini risulta ormai essere allergico – ha proseguito -  a qualche polline e molti adulti, prima indenni, accusano di esserlo improvvisamente diventato".

 

IL RUOLO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO  

Con l’avvicinarsi della primavera aumentano i sintomi dell’allergia come lacrimazione, starnuti, ma anche tosse o asma. Secondo gli esperti, negli ultimi anni le allergie colpiscono i soggetti allergici ancor prima che arrivi la bella stagione. Quest'anno, secondo gli esperti, i primi casi si sono, infatti, registrati già a gennaio: due mesi in anticipo, come la fioritura delle mimose. Si tratta di "un record assoluto", come ha affermato la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), "un altro effetto del cambiamento climatico".

In tal senso "il clima ha un ruolo molto importante, anche perché l'aumento della temperatura cambia la pollinazione", ha spiegato l'esperto, non solo estendendo il periodo della stagione dei pollini, ma anche modificando la tipologia di allergeni coinvolti. Oltre al generale innalzamento delle temperature, infatti, l'elevata concentrazione di anidride carbonica porta le piante a rilasciare più polline. Mentre a nuove latitudini fanno capolino allergeni sino ad oggi sconosciuti.

 

ALLERGIA: COME GESTIRLA

Oltre i farmaci, utili a contrastare i sintomi più importanti dell'allergia, vi sono alcuni utili accorgimenti da adottare tra cui, ad esempio, tenere le finestre chiuse, prestare attenzione durante le giornate ventose, lavare con più frequenza i capelli, in quanto i pollini presenti nell’aria possono finire tra i capelli e poi depositarsi sul cuscino durante il sonno. 

Il Ministero della Salute ha diffuso alcuni consigli utili: 

  • preferire le uscite in prima mattina o tarda serata;
  • evitare le gite in campagna, soprattutto se è presente vento e, in special modo, non passeggiare nei prati dove sia stato fatto di recente il taglio dell'erba;
  • evitare i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Se si viaggia in macchina, usare preferibilmente un impianto di aria condizionata, munito di filtri di aerazione anti-polline;
  • è sconsigliato fare attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto nelle giornate soleggiate e ventose e respirare attraverso il naso che filtra l'aria in entrata o indossare una maschera antipolvere. Evitare inoltre le strade trafficate e le aree verdi.

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