Giornata dell'udito: ogni anno in Italia 2mila bimbi nascono sordi

Lo screening audiologico universale, effettuato entro i primi 2-3 mesi di vita, è l'esame che permette di individuare preventivamente problemi d'udito

Durante la Giornata Mondiale dell'Udito, l'Organizzazione Mondiale della Sanità pone nettamente l'accento sulla necessità di prevenzione e di adottare stili di vita salubri. Un dato, reso noto recentemente, è la cifra che identifica il numero di bambini che nascono con problemi d'udito in Italia: circa due mila l'anno. 

Il Dottor Attanasio, otorinolaringoiatra del Policlinico Umberto I di Roma, ha ribadito a Policlinico News che per prevenire disturbi audiologici a lungo termine "è essenziale che il medico, soprattutto il neonatologo e il pediatra, facciano una diagnosi precoce, che è fondamentale". 

 

IPOACUSIA INFANTILE IN ITALIA 

Ogni anno nascono in Italia duemila bambini sordi o con gravi problemi all'udito. Se questi disturbi non vengono individuati subito e trattati, il rischio è che diventino penalizzanti, nonostante esistano terapie che consentono ai bambini affetti da sordità congenita di condurre una vita normale. Lo screening neonatale, la logopedia e le protesi sono le vie attraverso cui affrontare l'ipoacusia senza paura. L'ipoacusia è la patologia che comporta la riduzione auditiva di uno o entrambe gli orecchi e sono 2000 ogni anno, i bambini italiani che nascono con gravi problemi auditivi. ll professor Giuseppe Attanasio, medico specialista in Otorinolaringoiatria presso il Policlinico Umberto I di Roma, assieme al provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e in collaborazione con Consulcesi Club, ha fornito una "Road Map" in 5 punti in occasione Giornata Mondiale dell’Udito del 3 marzo. 

1) La prima risposta in termini di efficacia è un tempestivo screening neonatale.
Ecografie e amniocentesi non sono in grado di rilevare la sordità nel feto, ma lo screening audiologico universale entro i primi 2-3 mesi di vita è la soluzione per scoprire subito i problemi di ipoacusia. Il limite di quest'esame e di non essere in grado di identificare successive o progressive perdite uditive. Sono fenomeni che riguardano poco meno di 1/3 dei casi e che posso essere identificati solo con programmi di osservazione e sorveglianza audiologica. 

2) Protesi o impianto cocleare
Individuata l'ipoacusia, si deve procedere alla scelta degli ausili uditivi più adatti al bambino, valutando l'idoneità di protesi e impianto cocleare.

3) La logopedia
Supporto fondamentale nello sviluppo e nell'acquisizione del linguaggio nel bambino, la logopedia risente enormemente, nella sua efficacia della tempestiva o tardiva ipoacusia, che, nel secondo caso, potrebbe significare gravi compromissioni nel linguaggio.

4) Il supporto psicologico ai familiari
Elemento spesso sottovalutato, l'ipoacusia può portare grande preoccupazione all'interno del nucleo familiare. È bene fornire un supporto psicologico adeguato e rassicurare la famiglia che sono oggi disponibili terapie in grado di assicurare al bambino una vita assolutamente normale.

5) Attenzione verso i fattori di rischio
Anche l'aver superato lo screening neonatale, non assicura che l'esenzione da futuri problemi auditivi. Tra i fattori che devono suscitare l'attenzione dei genitori, spiccano la familiarità per ipoacusie permanenti nell'infanzia, traumi cranici, infezioni post-natali e otiti ricorrenti o persistenti.

 

GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE DELL'UDITO 

Secondo i dati diffusi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 360 milioni di persone nel mondo vivono con disabilità legate alla perdita dell'udito. Oltre un miliardo di giovani, nella fascia d'età compresa tra i 12 e 35 anni, è a rischio di perdere il senso a causa del costante ascolto ricreativo di suoni troppo alti. 

Secondo l’indagine "State of Hearing" di Cochlear Italia, il 35% del campione si espone consapevolmente a livelli di rumore potenzialmente pericolosi. Inoltre la maggioranza, oltre il 61%, non prende la minima precauzione in ambienti percepiti come dannosi per l'udito. Secondo i dati OMS, Eurotrack e Censis, in Italia sono 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti all’11,7% della popolazione. Nel nostro Paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65) e, secondo recenti dati, ogni anno nascono 2mila bambini colpiti da disturbi dell'udito. 

Le nuove problematiche:

In Italia 3/4 dei giovani corrono un "rischio silenzioso". Secondo il rapporto di State Of Hearing, il 95% dei giovani tra i 18 e i 24 anni sostiene di ignorare gli avvisi di volume dei dispositivi mobili pur di ascoltare l'audio a un'intensità superiore ai livelli di guardia. Una cattiva abitudine che può portare a un declino cognitivo precoce talvolta associato persino  a demenza.
Il rischio non è legato strettamente solo alla salute ma a difficoltà professionali e quotidiane sempre più significative nel mondo moderno. "Sappiamo che i problemi di udito possono influire sulle relazioni, l'istruzione, il lavoro e la salute mentale delle persone. - ha dichiarato il Dottor Carlo Martinelli - Dobbiamo inoltre considerare il futuro, con le nuove sfide che caratterizzeranno un mondo in continua trasformazione. Ad esempio, l'udito sarà più importante che mai in un mondo sempre più basato sulla voce e sul suono. Basti pensare alla crescente popolarità di dispositivi come Amazon Echo o Google Home, e ad elettrodomestici come televisori e frigoriferi, in cui ora sono incorporati degli assistenti virtuali, per comprendere quanti problemi tutto ciò possa creare a una popolazione affetta da perdita uditiva". 

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