Cos'è l'ipertensione sistolica isolata e come diagnosticarla

Si tratta di una condizione patologica in cui la massima è elevata, mentre i valori della minima rientrano nella norma

L’ipertensione sistolica isolata è una condizione patologica che colpisce soprattutto gli anziani. In questa fascia d’età i soggetti seguono una vita più sedentaria e i vasi sanguigni possono irrigidirsi, aumentando la pressione arteriosa.

"Per rintracciare le motivazioni dell'aumento della pressione arteriosa, dobbiamo pensare per prima cosa a come è costituito il nostro apparato cardiovascolare. – ha spiegato a Policlinico News il Prof. Francesco Fedele, Direttore DAI Malattie Cardiovascolari e Respiratorie presso il Policlinico Umberto I di Roma - La pressione può essere determinata da come funziona il cuore, da come sono i piccoli vasi, e da come sono i grandi vasi, dal liquido che c'è nel circuito”.

 

COS’È L’IPERTENSIONE SISTOLICA ISOLATA

L’ipertensione sistolica isolata è una condizione patologica in cui la pressione sistolica, comunemente conosciuta come “la massima”, è elevata mentre “la minima”, ovvero la pressione diastolica, rientra nei valori di norma, o addirittura è più bassa dei valori normali.

Nel dettaglio il paziente è affetto da tale condizione la massima ha valori superiori a 140 mm Hg, mentre la minima ha valori inferiori a 90 mm Hg.

Tale condizione è frequente nel paziente anziano ed aumenta il rischio di patologia cardiovascolare, che diventa molto elevato. “Quando si verifica un aumento della rigidità dei grossi vasi – ha spiegato il Prof. Fedele - ovvero ispessimento e sclerosi delle pareti dei vasi arteriosi (prevalentemente delle grandi arterie di tipo elastico), a parità di sangue che scorre, aumenta la pressione sistolica, cioè la massima. Le resistenze, i piccoli vasi, sono ancora elastiche; per questo la minima rimane nella norma”.

L’ipertensione arteriosa rappresenta, ad ogni età, un potente fattore di rischio per patologie quali l’ictus, la coronaropatia, lo scompenso cardiaco, la morte cardiaca improvvisa, l’arteriopatia periferica e l’insufficienza renale.

 

IPERTENSIONE SISTOLICA ISOLATA: SINTOMI

L’ipertensione sistolica isolata può, nella maggior parte dei casi, presentarsi in forma asintomatica. Negli altri pazienti, i possibili campanelli d’allarme possono essere individuati in sintomi comuni, come:

  • cefalea

  • vertigini

  • ronzii alle orecchie (acufeni)
  • disturbi visivi (fosfeni)
  • sangue dal naso
  • palpitazioni

 

FATTORI DI RISCHIO

La fascia d'età più colpita è quella degli anziani, soggetti che presentano caratteristiche come, grandi vasi più rigidi e una vita più sedentaria. Raramente vengono colpiti soggetti più giovani, tranne nel caso di compresenza di disturbi della tiroide, che aumentano il battito cardiaco e, di conseguenza, la pressione arteriosa. Alcuni pazienti sono maggiormente predisposti a essere colpiti da questa tipologia di ipertensione. Le cause sono da identificarsi in determinati fattori che ne aumentano il rischio, come:

  • sedentarietà
  • obesità
  • fumo
  • ipercolesterolemia
  • obesità

 

DIAGNOSI E CURA

La diagnosi dell’ipertensione sistolica isolata può avvenire tramite la misurazione della pressione arteriosa, che va effettuata da seduti ogni mattina a digiuno. Una volta chiesto un consulto da parte di uno specialista cardiologo, è possibile la somministrazione di trattamenti che permettono di gestire l’ipertensione. Si tratta di vasodilatatori e diuretici, che permettono di abbassare la frequenza cardiaca.

 

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