Dislipidemia nei bambini: i fattori di rischio

L'obesità e stili di vita scorretti aumentano la possibilità che si sviluppi una malattia del metabolismo dei grassi

Per dislipidemia si indicano le condizioni cliniche in cui nel sangue circola una quantità elevata di lipidi. I grassi, come colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi, se in concentrazioni maggiori possono aumentare il rischio di future malattie cardiovascolari.

 

La patologie che vanno ad alterare il metabolismo dei grassi possono colpire a qualsiasi età e condizione. A Policlinico news il Prof. Francesco Massimo Perla, Responsabile del Percorso Diagnostico e Assistenziale per la Dislipidemie attivato in Pediatria e Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Umberto I, ha spiegato quando la patologia colpisce un bambino.

 

 

DISLIPIDEMIA NEI BAMBINI: FATTORI DI RISCHIO

I bambini possono essere colpiti da dislipidemia per due principali macro ragioni, la prima interessa la componente genetica, che mette i più piccoli di fronte ad un “aumento del rischio cardiovascolare futuro – come ha spiegato il Prof. Perla - predisponendo il bambino ad una aterosclerosi precoce”.

Ma alla predisposizione genetica vanno aggiunti i fattori di rischio, come cattive abitudini alimentari e stili di vita scorretti o poco attivi che aumentano nei più piccoli la possibilità di sviluppare questa condizione clinica. “Esistono ovviamente forme acquisite correlate purtroppo alle condizioni di sovrappeso e obesità oggi diventate un problema epidemico nei bambini italiani”.

Nei Paesi industrializzati, stando infatti alle ultime statistiche dell’OMS, la dislipidemia più comune è l'iperlipidemia: una condizione dovuta all'aumento dei livelli ematici di uno o più grassi; fatto che costituisce un fattore di rischio per l’insorgere di problemi cardiovascolari.

“La necessità di occuparsi di queste patologie (in linea con i principi esposti nelle linee guida europee e mondiali e con quelle del Ministero della Salute e della Regione Lazio) si è resa, quindi, a nostro avviso urgente”.

 

COME SI MANIFESTA LA DISLIPIDEMIA

“Le forme gravi possono manifestarsi a qualsiasi età. L'esempio più eclatante è rappresentato dalle forme di ipercolesterolemia familiare "omozigote" in cui il cosiddetto "colesterolo cattivo" o ldl, raggiunge valori anche di 1000 mg/dl. In questi casi anche i bambini vengono sottoposti ad aferesi lipoproteica (un lavaggio del sangue) attraverso la quale il sangue viene purificato dalle lipoproteine che trasportano il colesterolo.

 

IL TRATTAMENTO DELLA DISLIPIDEMIA

“Generalmente in età pediatrica si interviene con i farmaci se i livelli di ldl colesterolo superano i 190mg/dl riservandosi di intervenire principalmente con un regime dietetico ipolipidico a 170mg/dl, mentre nei bambini con diabete insulino-dipendente già 130mg/dl rappresentano un livello pericoloso. Anche nel bambino, la ricerca farmacologica sta fornendo progressivamente soluzioni nuove, con l'introduzione di farmaci già sperimentati e ormai in uso quotidiano nell'adulto. Questo è un aspetto importante perché il compito del pediatra è anche quello di condurre il bambino alla possibilità di usufruire di queste terapie più efficaci appena possibile, sorvegliando il suo stato di salute, monitorizzando i parametri lipidici, ed inquadrando il livello di rischio del bambino”.

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