Frattura del femore: al De Lellis oltre il 70% dei pazienti operati in 48 ore

L'intervento istantaneo permette un rapido recupero dall'infortunio, molto frequente nell'età anziana. Un dato importante per la provincia e l'Asl di Rieti, in cui un cittadino su quattro è over 65

All’Ospedale De Lellis dell’Asl di Rieti circa il 71% dei pazienti, colpiti da una frattura del femore, vengono operati entro 48 ore. Secondo i dati del Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari, la percentuale degli interventi chirurgici tempestivi è nettamente aumentata rispetto al 16% registrato otto anni fa. L’Unità operativa di Ortopedia si attesta tra le eccellenze del Lazio, in quanto sono state superate le indicazioni regionali, che fissano la percentuale al 60%.

L’intervento chirurgico tempestivo è di fondamentale importanza, perché permette di diminuire il rischio di mortalità e di disabilità del paziente, collegate alla frattura del collo del femore. L’infortunio è un evento traumatico molto frequente tra gli over 65, che nella provincia di Rieti rappresentano il 25% della popolazione totale.

 

 

FRATTURA DEL FEMORE: AL DE LELLIS PAZIENTI OPERATI TEMPESTIVAMENTE

L’Unità Operativa Complessa di Ortopedia – Traumatologia dell’Ospedale San Camillo De Lellis dell’Asl di Rieti, diretta dal Dott. Riccardo Mezzoprete, registra un dato significativo: oltre il 70% dei pazienti vengono operati entro le 48 ore dalla frattura del femore. I dati, resi noti dal Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari, curato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, identificano un netto incremento. I pazienti operati dall’Unità operativa reatina entro le 48 ore: sono passati dal 16% del 2009 al 61,4% del 2016, raggiungendo, il 70,87% nei primi tre trimestri del 2017. Una percentuale che supera ampiamente l’indicazione regionale del 60%.

Le Linee guida internazionali concordano sul fatto che il trattamento migliore delle fratture del collo del femore sia l’intervento chirurgico per la riduzione della frattura e la sostituzione protesica, che innalzano le possibilità di ripresa del paziente e di ritorno al funzionamento dell’arto.

In questo senso, l’Unità di Ortopedia – Traumatologia del de’ Lellis registra un incremento della mobilità attiva per la chirurgia protesica (circa il 15% della mobilità attiva totale); ma anche degli interventi di chirurgia maggiore sull’arto superiore e inferiore (circa il 25/30%). Si aggiunge poi la riduzione dei giorni di degenza preoperatoria per le fratture di gamba che, dai 10 giorni del 2009 è passata ai 6/7 giorni dell’ultimo anno.

 

FRATTURA DEL FEMORE: L’IMPORTANZA DI UN INTERVENTO TEMPESTIVO

La frattura del collo del femore è l’infortunio più comune e anche il più debilitante, in quanto limita la capacità di camminare. L’intervento tempestivo dei medici è di fondamentale importanza per la ripresa rapida dalla rottura dell’osso. Sono soprattutto gli anziani i pazienti maggiormente colpiti da questa tipologia di infortunio, a causa di una progressiva fragilità ossea causata da patologie come l’osteoporosi. Attualmente in Italia ogni anno sono circa 70mila gli over 65 che vengono ricoverati a causa della frattura del collo del femore. Un ottimo risultato per una Provincia che detiene la percentuale più alta di ultra 65enni del Lazio: un cittadino su quattro è anziano.

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