Quali sono i requisiti per donare il midollo osseo

Secondo la legge italiana può donare qualunque persona in buona salute che non abbia superato i 35 anni di età

Donare il midollo osseo permette il trapianto di cellule staminali, definite emopoietiche, che permettono di curare determinate malattie del sangue. In patologie come leucemia, linfomi, mielomi, il trapianto di cellule staminali rappresenta un trattamento necessario per far fronte all’arresto completo della produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine.

Dei requisiti richiesti al donatore e dei possibili rischi ne ha parlato a Policlinico news il Prof. Luca Laurenti, Co-Direttore Laboratorio Tipizzazione Tissutale, presso la UOC di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Policlinico Umberto I, Diretta dalla Prof.ssa Gabriella Girelli.

 

PERCHÉ DONARE IL MIDOLLO OSSEO?

Il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche rappresenta una forma di trattamento per la cura di numerose malattie del midollo osseo, del sangue e del sistema immunitario. Per patologie del sangue si tratta di malattie come leucemie, linfomi, mielomi, talassemie, disordini congeniti dell’età pediatrica e, in casi particolari, malattie autoimmuni e tumori solidi.

La cellula staminale emopoietica è una cellula “pluripotente” da cui hanno origini altre cellule del sangue e del sistema immunitario, come globuli rossi, bianchi e piastrine. La donazione permette al ricevente di avere la garanzia della produzione di tutte le cellule del sangue e di avere un sistema immunitario funzionante.

 

CHI PUÒ DIVENTARE DONATORE DI MIDOLLO OSSEO?

Secondo quanto previsto dalla legge italiana può donare il midollo osseo "qualunque persona in buona salute che non abbia superato il 35° anno di età. Si può donare fino al compimento dei 55 anni. È una legge dello stato italiano a tutela del donatore e del paziente".

Una volta che viene effettuata l’asportazione del midollo osseo, il donatore viene inserito all’interno del Registro Nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo. "È bene sapere che un donatore che abbia donato non verrà più inserito nel Registro,- come ha spiegato il Prof. Laurenti - per una forma di tutela del donatore stesso. Unica possibile eccezione, in caso di fallimento del primo trapianto, un’ulteriore donazione a favore dello stesso paziente".

Prima che il midollo osseo venga trapiantato al ricevente vengono effettuate alcune indagini che permettono di prevedere la compatibilità tra i due attori. "L’indagine che viene eseguita dal laboratorio è la tipizzazione HLA che sta per Human Leucocyte Antigens, cioè gli antigeni dei leucociti umani. Si tratta di molecole importantissime che sono sulla superficie di tutte le cellule nucleate dell’organismo e che hanno un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria. È necessario che donatore e ricevente abbiano gli stessi antigeni HLA, perché il trapianto possa andare a buon fine".

 

CHI NON PUÒ DONARE?

Alcuni soggetti possono essere esclusi dalla donazione del midollo osseo a causa di determinate patologie, come:

  • patologie cardiovascolari (aritmie maligne, gravi alterazioni della pressione arteriosa);
  • patologie respiratorie (asma bronchiale, bronchite cronica in trattamento farmacologico).
  • patologie del sistema nervoso centrale (convulsioni, epilessia);
  • neoplasie;
  • disturbi della coagulazione del sangue (emofilia, afibrinogenemia);
  • patologie gastrointestinali (rettocolite ulcero emorragica, Morbo di Chron);
  • patologie autoimmuni (artrite reumatoide, Lupus, Tiroidite autoimmune);
  • patologie genetiche (talassemia Major, Drepanocitosi);
  • patologie metaboliche (diabete mellito in trattamento con insulina);
  • patologie infettive (positività per HCV, HBV, HIV, sifilide);
  • patologie psichiatriche (depressione maggiore o disturbi d’ansia in trattamento farmacologico).

 

Non possono diventare donatori o donatrici di midollo osseo anche chi si trova in particolari situazioni, come: gravidanza, o entro un anno dal parto, assunzione di sostanze stupefacenti, steroidi o ormoni a scopo di culturismo, comportamenti sessuali a rischio e alcolismo cronico.

 

COME AVVIENE LA DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO?

Il prelievo delle cellule può essere effettuato attraverso due modalità. La forma più comune è quella che prevede l’asportazione del midollo osseo mediante ripetute punture delle creste iliache e, trattandosi di punture ossee, è necessario che il prelievo venga eseguito in anestesia. Il prelievo del midollo osseo viene fatto dalle ossa del bacino. Il donatore viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale, così che non senta alcun dolore durante l’intervento. Questa modalità di donazione ha una durata media di circa 45 minuti.

Dopo il prelievo, il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 24/48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in poco più di una settimana.

In alternativa si possono prelevare dal sangue periferico con una procedura definita aferesi, meno invasiva e senza anestesia, che non prevede ricovero. Durante la procedura il sangue del donatore viene prelevato da un braccio, processato dal separatore cellulare che trattiene le cellule staminali, e reinfuso nell’altro braccio.

 

DONAZIONI MIDOLLO OSSEO: RISCHI

I rischi collegati alla donazione del midollo osseo sono minimi. Se il prelievo viene eseguito tramite le creste iliache “il rischio è quello minimo - ha dichiarato il Prof. - legato all’anestesia e all’insorgenza di infezioni nella sede del prelievo".

Per quanto riguarda il rischio collegato alla donazione da sangue periferico “è legato alla somministrazione di fattori di crescita, farmaci che stimolano il midollo osseo a produrre cellule staminali il cui numero, senza questo 'aiuto', sarebbe insufficiente per eseguire un trapianto efficace. Il rischio di mortalità associato alla mobilizzazione di CSE è molto basso e comparabile con quello inerente la raccolta di CSE staminali midollari".

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