Aneurisma cerebrale: che cos'è e come si manifesta

La rottura dell'aneurisma può dare origine a un'emorragia subaracnoidea: si tratta di un complicanza molto grave, che provoca il decesso del paziente nella metà dei casi

La rottura di un aneurisma cerebrale può manifestarsi inizialmente sotto forma di cefalearigidità nucale e perdita di coscienza. Per aneurisma si intende una piccola pretuberanza localizzata su un vaso arterioso del cervello. La sua presenza inon sempre rappresenta un problema, se di piccole dimensioni (<5 mm) non dà alcun segno della propria presenza né disturbo, e sono anche piuttosto comuni. Le complicazioni hanno inizio quando si verifica una rottura dell'aneurisma.

In questo caso, siamo di fronte a una malattia severa i cui esiti, in termini di mortalità disabilità, dipendono fortemente dal fattore tempo e dalla integrazione in rete di tutte le strutture e dei professionisti che intervengono nel percorso del paziente. 

 

ANEURISMA: CHE COS'È 

Esistono molti tipi di aneurisma, ma i più comuni si localizzano con maggior frequenza a livello delle grandi arterie, quali l'aorta, o del cervello

In generale, per aneurisma si intende una dilatazione che interessa la parete di un vaso sanguigno (generalmente un'arteria), una sorta di rigonfiamento che ha la forma di un palloncino.

La dilatazione è in comunicazione con l’arteria tramite un piccolo foro (che si chiama colletto) attraverso cui passa il sangue che la riempie. La parete dell’aneurisma è molto debole, e per questo motivo può dilatarsi fino a rompersi, determinando un'abbondante fuoriuscita di sangue (emorragia).

Quando questa dilatazione si trova nel cervello, siamo in presenza di un aneurisma cerebrale

 

ANEURISMA CEREBRALE: CHE COS'È

L'aneurisma cerebrale è una piccola protuberanza, simile a una sacca, su un vaso arterioso presente nel cervello. La presenza di questa dilatazione è molto pericolosa, perché potrebbe rompersi e causare una grave emorragia.

Sebbene i casi di rottura dell'aneurisma siano molto rari (le dimensioni della sacca sono direttamente correlate al rischio di rottura; pertanto, un aneurisma inferiore ai 7 mmha scarsissime probabilità di rompersi), le conseguenze sono spesso devastanti sul piano neurologico e talvolta sfociano nel decesso de paziente.
Quando un aneurisma si rompe, il sangue arterioso si riversa quasi sempre negli spazi subaracnoidei (cioè all’interno delle meningi che avvolgono il cervello), dando luogo alla cosiddetta emorragia subaracnoidea.


EMORRAGIA SUBARACNOIDEA: I SOGGETTI A RISCHIO

L'emorragia subaracnoidea, dunque, è una particolare forma di ictus emorragico provocata, nella maggioranza dei casi, dalla rottura di un aneurisma cerebrale. Secondo uno studio del 2007  pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, l'emorragia subaracnoidea rappresenta a livello mondiale il 5% di tutti gli ictus e colpisce 9 abitanti su 100.000 ogni anno.

Si verifica più frequentemente tra i 40 ed i 60 anni, anche se non si può escludere la manifestazione di un simile episodio lungo l'arco dell'intera vita. Inoltre, è più frequente nelle donne che negli uomini, con un rapporto di 3:2.

Un altro dato è che colpisce le popolazioni orientali più di quelle occidentali.

Altri fattori di rischio associati all'emorragia subaracnoidea sono:

  • Ipertensione arteriosa
  • Sovrappeso e obesità
  • Fumo
  • Assunzione di droghe (in particolare di cocaina)
  • Trauma cerebrale
  • Abuso di alcool
  • Inattività fisica


EMORRAGIA SUBARACNOIDEA: I SINTOMI

I sintomi tipici della rottura dell'aneurisma e, dunque, dell'emorragia subaracnoidea, sono:

  • mal di testa intenso e improvviso, simile a una "pugnalata alla nuca"
  • nausea
  • vomito
  • rigidità nucale
  • possibile perdita di coscienza.

Nel malaugurato caso si verifichino questi sintomi, è necessario recarsi immediatamente al Pronto Soccorso. Si tratta di una situazione di emergenza che non va assolutamente trascurata.

 

ANEURISMA CEREBRALE: COME GESTIRE LA CRISI

Secondo il documento di Gestione sanitaria del paziente con rottura di aneurisma intracranico a cura di Consiglio Superiore di Sanità del 2009, per limitare i danni legati all'emorragia subaracnoidea sono necessari: 

  1. una corretta e tempestiva diagnosi della malattia;
  2. il trasporto immediato in un centro adeguato al trattamento di queste patologie, o immediato trasferimento in un simile centro qualora il primo ricovero sia stato in un centro non adeguato, con un attento controllo della pressione arteriosa durante il trasporto e la fase diagnostica;
  3. eventuale inizio di un trattamento immediato con farmaci antifibrinolitici e calcioantagonisti, sulla base di una valutazione clinica del medico di primo soccorso;
  4. l' istituzione immediata, quando indicati, di provvedimenti neurochirurgici o di neuroradiologia interventistica.

La chirurgia e i trattamenti farmacologici, se applicati con tempestività, possono salvare la vita del paziente. Ciò nonostante, il tasso di mortalità associato all’emorragia subaracnoidea è alto e preoccupante: nel 40-50% dei casi l'episodio emorragico si conclude con il decesso del paziente.

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