Cosa fare dopo la mammografia: esami e terapie

Se lo screening evidenziasse anomalie, potrebbe essere necessario sottoporsi a ulteriori esami di accertamento diagnostico per scongiurare il tumore al seno

La diagnosi precoce è l'arma più efficace nella lotta contro il cancro al seno. Tra gli esami diagnostici a disposizione, il più efficace è senza dubbio la mammografia.

L'esame mammografico consiste in un esame radiologico della mammella. È il primo e più importante passo nella diagnosi e ricerca del tumore al seno; consente di individuare la presenza di eventuali noduli, anche di piccolissime dimensioni, non ancora percepibili al tatto (e che quindi non sarebbero rilevabili con una semplice visita senologica). Inoltre, la mammografia permette di definire con chiarezza e buona approssimazione la posizione e l’estensione del tumore, e di verificare la presenza di altre lesioni sospette.

Ma cosa fare se la mammografia evidenziasse un problema? QualI sono gli step successivi alla mammografia?

TUMORE AL SENO: GLI ESAMI DI ACCERTAMENTO

Innanzitutto, c'è da dire che una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di cancro al seno, anche se indica una maggiore probabilità di essere affette dalla patologia. Naturalmente, l'attendibilità del referto dipende dalla qualità della mammografia, dalla capacità del medico di interpretarla, dal tipo di mammella e dalla sede e dal tipo di tumore.

Inoltre, secondo i dati rilasciti dall'Ospedale San Raffaele di Milano, la sensibilità media della mammografia è dell’80%; questo vuol dire che 1 tumore su 5 può non essere individuato. FONTE!

In caso di sospetto, alla mammografia seguono ulteriori accertamenti diagnostici, che solitamente consistono in una seconda mammografia, in un'ecografia mammaria e in una visita clinica, così da chiarire eventuali dubbi e produrre un referto conclusivo. A questi esami può far seguito una biopsia per valutare le caratteristiche delle eventuali cellule tumorali.

CHE COS'È L'ECOGRAFIA MAMMARIA

L'ecografia mammaria è un esame diagnostico per immagini, che consente lo studio anatomico e strutturale del seno. Sfrutta l'azione degli ultrasuoni per individuare aree di opacità o formazioni nodulari nel tessuto mammario.

Viene impiegata come completamento della mammografia in caso di seni densi o lesioni sospette. Non sostituisce, quindi, la mammografia ma ne è un utile complemento.

CHE COS'È LA BIOPSIA DEL SENO

La biopsia del seno consiste nel prelievo di tessuto mammario dall'area del seno in cui è stata individuata un'anomalia o una formazione a rischio. Il materiale così raccolto viene poi sottoposto all'esame istologico (studio al microscopio ottico delle caratteristiche di un tessuto) o ad altre prove di laboratorio. Lo scopo di questa procedura è di definire con maggiore attendibilità diagnostica la natura e le caratteristiche del tessuto in esame, escludendo o confermando la diagnosi di tumore al seno maligno.

CANCRO AL SENO: LA TERAPIA

Soltanto al completamento di questo percorso si ottiene la conferma della diagnosi e, in caso di positività, si dà il via all’iter terapeutico che, nella nella quasi totalità dei casi, prevede un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Secondo le più recenti stime illustrate nel rapporto Aiom-Airtum "I numeri del cancro in Italia 2017", la sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore della mammella in Italia è pari all’87%, mentre dopo 10 anni dalla diagnosi è pari all’80%. Ciò significa che più di 4 donne su 5 con diagnosi di tumore al seno possono salvarsi. Inoltre, la mortalità per carcinoma mammario continua a diminuire di anno in anno, grazie alla maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e ai progressi terapeutici.

Il trattamento del cancro al seno può prevedere inoltre il ricorso alla radio e chemioterapia e a specifici farmaci.

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