Un farmaco anti diabete potrebbe bloccare il Parkinson

Uno studio condotto su 62 pazienti ha rilevato come il medicinale exenatide possa rallentare la malattia

I sintomi del morbo di Parkinson potrebbero essere rallentati grazie alla somministrazione di un farmaco contro il diabete di tipo 2. A confermarlo è un piccolo studio dell’University College di Londra, condotto su 62 pazienti colpiti dalla malattia neurodegenerativa.

La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet è una piccola buona notizia per i pazienti, ma i ricercatori restano cauti, perchè il medicinale deve subire ulteriori test.

 

IL PARKINSON RALLENTATO CON UN FARMACO ANTI DIABETE

"Non ci sono dubbi sul fatto che una delle necessità più importanti nel Parkinson sia un farmaco che rallenti la progressione della malattia", ha spiegato Tom Foltynie, uno dei ricercatori dell’University College. Nel Parkinson il cervello viene danneggiato progressivamente e le cellule che producono la dopamina vanno in fumo. Ciò causa tremore, difficoltà di movimento e anche problemi di memoria.

Il farmaco utilizzato per la ricerca è l’exenatide, un medicinale che aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue, agendo su un ormone sensore, il Glp-1. Questi tipi di ormoni sensori sono stati individuati anche nelle cellule cerebrali e i ricercatori credono che il farmaco possa influenzare positivamente queste cellule. Il team di studiosi conferma che al momento sono necessari ulteriori studi sul medicinale e su più pazienti, che è testato anche contro altre malattie neurodegenerative, incluso l'Alzheimer.

 

LO STUDIO

Durante la ricerca al 50% dei pazienti è stato somministrato l’exenatide e all’altra metà un placebo. Entrambi le tipologia di pazienti esaminati hanno continuato le normali terapie per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson. I ricercatori hanno rilevato che i soggetti sotto placebo hanno mostrato un calo nel corso delle 48 settimane di studio, quelli in terapia sono rimasti stabili. Dopo tre mesi dalla fine della ricerca, il gruppo curato con l'exenatide era in condizioni migliori.

"Questo è il primo trial clinico in pazienti con il Parkinson in cui è stato registrato un effetto di queste dimensioni. Ci suggerisce che exenatide – ha dichiarato Foltynie - non sta solo mascherando i sintomi, ma sta facendo qualcosa alla malattia che li causa. Siamo eccitati e ottimisti, ma anche cauti, dal momento che occorre replicare questi risultati".

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