Idrosadenite suppurativa: cos'è e come si cura

È una malattia cronica poco conosciuta che provoca la formazione di cisti dolorose sotto ascelle, glutei e inguine

L’idrosadenite suppurativa o acne inversa è una malattia cronica infiammatoria che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. La patologia provoca l’occlusione del follicolo pilifero, che ha come conseguenza la formazione di cisti e noduli, spesso molto dolorosi.

Inizialmente chi soffre di questa malattia presenta comedoni, conosciuti come “punti neri”, in specifiche zone del corpo come ascelle, inguine e glutei, che tendono poi a peggiorare diventando suppurativi.

Ne ha parlato a Policlinico News la Prof.ssa Daniela Bianchini, Responsabile dell’Ambulatorio Acne e Idrosadenite del Policlinico Umberto I di Roma, Centro di Riferimento presso la Clinica Dermatologica, Diretta dal prof. Stefano Calvieri.

 

COS’È L’IDROSADENITE SUPPURATIVA

L’Idrosadenite Suppurativa (HS), o malattia di Verneuil, è una malattia cronica di natura infiammatoria della quale non si conosce la causa e, ad oggi, non esiste una terapia specifica risolutiva. È conosciuta anche con il nome di acne inversa, perché colpisce le zone delle pieghe del corpo, come ascelle e inguine. La malattia provoca l’occlusione dell’infundibolo del follicolo pilifero, quella parte tra parete del follicolo e pelo, dove è presente uno spazio libero, normalmente riempito di aria, sebo e detriti cellulari. Questa modificazione dello stato di questa parete provoca una risposta immunitaria che porta all’infiammazione e quindi alla produzione di molecole pre-infiammatorie. Queste molecole, bloccando il drenaggio del sebo, formano delle cisti o noduli, spesso molto dolorosi. Queste cisti, se non diagnosticate e trattate in tempo, diventano suppurative, ovvero presentano la formazione di pus.

 

LE DONNE SONO MAGGIORMENTE COLPITE

L’idrosadenite colpisce già durante l’adolescenza, ma spesso non viene diagnosticata e tende a peggiorare con il tempo e può durare tutta la vita. Il sesso più colpito è quello femminile, probabilmente perché la donna presenta determinate comorbidità specifiche che portano la malattia a peggiorare. Tra queste patologie va segnalata l’iperandrogenismo o irsutismo, che occorre nella sindrome dell’ovaio policistico. Tra le comorbidità che possono contribuire al peggioramento della malattia, troviamo anche le patologie infiammatorie dell’apparato digerente, la sindrome dismetabolica, le patologie autoimmuni e alcune condizioni come l’obesità o il fumo.

 

SINTOMI

La patologia si presenta con lesioni tipiche, i comedoni (punti neri), generalmente a coppia, cioè vicini, in aree del corpo inaspettate. La malattia viene denominata anche acne inversa perché colpisce quelle parti del corpo definite inverse, cioè le pieghe come ascelle, inguine, zona perianale e zona sottomammaria. Spesso il classico sintomi di idrosadenite può essere individuato anche dietro le orecchie, sui glutei e sulla schiena. Altri tipi di lesioni possono presentarsi in forma singola, come i noduli, che possono essere anche suppurativi.

 

ACNE E IDROSADENITE

L’idrosadenite suppurativa viene spesso confusa con l’acne o con una follicolite, per questo non viene seguita con l’attenzione che meriterebbe. Appena si presentano i primi sintomi è consigliato chiedere un consulto medico, in quanto la malattia tende ad aggravarsi e a cronicizzarsi. 

 

IDROSADENITE CURA

La cura somministrata per l’idrosadenite dipende dallo stadio della malattia. Lesioni precoci sono trattate con antibiotici, altri farmaci quali steroidi sistemici, estrogeni, anti-androgeni, retinoidi sono stati usati nelle forme croniche. Nelle forme più gravi si ricorre a trattamenti chirurgici che includono incisioni e drenaggio dei noduli limitati. In caso di malattia avanzata l'unico trattamento possibile consiste in un'ampia escissione totale delle lesioni suppurative e delle ghiandole apocrine. 

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