Tumore al seno: il test che prevede l'efficacia della chemio

In 10 centri del Lazio ci si può sottoporre gratuitamente all'esame che individua il rischio recidive. Ecco l'elenco delle strutture

In Italia è disponibile un test che è in grado di prevedere se le donne affette da tumore al seno possono evitare la chemioterapia. Quasi un quarto delle pazienti a cui è stata rimossa una neoplasia alla mammella potrebbe evitare di sottoporsi al trattamento chemioterapico, evitando i gravosi effetti collaterali.

In Italia il tumore al seno colpisce oltre 48mila donne all’anno. La maggior parte di loro vengono sottoposte a intervento chirurgico per asportare la neoplasia e, circa la metà, dopo l'operazione viene sottoposta a chemioterapia adiuvante. Questo tipo di trattamento non sempre risulta efficace e potrebbe essere evitato in circa un quarto delle pazienti.  

Ora in Italia è disponibile il test Oncotype, un esame altamente affidabile che rileva il rischio di recidive e, quindi, di individuare le donne che possono evitare il trattamento chemioterapico e i conseguenti effetti collaterali.

Ecco la lista delle dieci strutture del Lazio in cui si può partecipare gratuitamente alla sperimentazione PONDx.

 

IL TEST ONCOTYPE

Il nuovo test genomico consente su pazienti operate di tumore al seno di prognosticare un'eventuale ricaduta a 10 anni dalla diagnosi e le probabilità che la chemioterapia sia efficace. Per le pazienti significa non dover affrontare senza motivo i pesanti effetti collaterali della chemioterapia, che incidono negativamente sulla vite delle pazienti. I trattamenti chemioterapici possono provocare la caduta dei capelli, che interferisce sull’immagine e l’autostima delle donne, effetti relativi alla fertilità (amenorrea e sterilità), nausea, vomito, leucopenia, anemia, astenia, mucosite e diarrea. La chemio ha anche un alto livello di cardiotossicità che può sfociare in una insufficienza cardiaca in circa il 5% delle pazienti.

Poter evitare la chemio, oltre a diminuire l’impatto negativo sulla vita delle donne, alleggerisce i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento delle possibili complicanze.

''Il test Oncotype DX© ci aiuta a individuare meglio le pazienti che hanno una prognosi più sfavorevole e ci dice quali di queste possono giovarsi di un trattamento chemioterapico in aggiunta all'ormonoterapia sia in pre che in post-menopausa'', ha affermato Francesco Cognetti, Direttore dell'Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Regina Elena di Roma. ''In particolare, il test fornisce informazioni su pazienti con tumore invasivo della mammella, linfonodi negativi o positivi fino a un massimo di 3, con recettori ormonali positivi, pazienti che in base ai prelievi anatomo-clinici e biologici sono in una zona di confine, in una fase in cui si può includere o escludere con certezza il trattamento chemioterapico rispetto alla sola ormonoterapia''.

 

I CENTRI IN CUI EFFETTUARE IL TEST GRATUITAMENTE

In Italia le pazienti malate di tumore al seno hanno la possibilità di effettuare gratuitamente il test grazie al programma di sperimentazione PONDx, avviato a febbraio 2016 e attualmente in corso in 10 Centri del Lazio, tra i quali l'Istituto Nazionale Regina Elena di Roma. Al momento sono state testate più di 600 pazienti solo nel Lazio, di cui più di 60 presso l'Istituto Nazionale Regina Elena. Ecco l’elenco dei centri del Lazio in cui è attivo il programma PONDx:

  • Policlinico Umberto I – Roma;
  • Policlinico Agostino Gemelli – Roma;
  • Istituto Nazionale Regina Elena – Roma;
  • Azienda Ospedaliera San Camillo (Forlanini) – Roma;
  • Ospedale Nuovo Regina Margherita – Roma;
  • Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata – Roma;
  • Università Campus Bio-Medico – Roma;
  • Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli – Roma;
  • Ospedale Fabrizio Spaziani – Frosinone;
  • Ospedale Belcolle – Viterbo.

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