Obesità infantile, l'Italia è tra i peggiori in Europa

Secondo l'indagine promossa dal Ministero, in dieci anni il dato è sceso del 13%, ma i piccoli italiani restano troppo sedentari e con abitudini alimentari sbagliate

Diminuisce il numero dei bambini obesi in Italia, ma il nostro Paese resta ancora nella classifica dei peggiori paesi europei sul piano dell'obesità infantile. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Un bambino su cinque non assume abbastanza frutta e verdura e circa il 40% consuma regolarmente bibite gassate e zuccherate. Questi i dati registrati dall’indagine del sistema di sorveglianza Okkio alla Salute, promossa dal Ministero della Salute e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità.

"L'obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia. – ha sottolineato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - La diminuzione del tasso nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati. Tuttavia resta molto da fare nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita”.

 

OBESITÀ INFANTILE IN CALO, MA NON BASTA

I dati evidenziati dal sistema di sorveglianza Okkio alla Salute, sono stati raccolti su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori, rappresentativo di tutte le regioni italiane. Ai bimbi sono stati misurati peso e statura all'interno delle scuole da operatori formati. In particolare, l'indagine mostra che la percentuale di bambini obesi tra i 6 e i 10 anni d'età scende dal 12% del 2008-2009 al 9,3% del 2016, e quella dei piccoli in sovrappeso passa dal 23,2% del 2008-2009 al 21,3% del 2016.

I numeri registrati dall’indagine, evidenziano una lenta ma costante diminuzione del fenomeno: 13% in dieci anni. L’Italia resta, però, nella classifica dei peggiori paesi europei per obesità infantile, come mostra la Childhood Obesity Surveillance Initiative della Regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità.

 

ABITUDINI ALIMENTARI SBAGLIATE

Il Sistema di sorveglianza ha rilevato la diffusione tra i bambini italiani, di abitudini alimentari sbagliate. A tavola il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumino la giusta quantità di frutta e verdura, mentre circa il 40% dei bambini consuma regolarmente bevande zuccherate o gassate. Secondo i dati raccolti, l’8% dei bambini salta la prima colazione, mentre il 33% fa una colazione sbilanciata, in termini di carboidrati e proteine. Saltare o mangiare cibi sbagliati al primo pasto della giornata può condizionare negativamente l’equilibrio delle calorie assunte nell’arco degli altri pasti.

Oltre metà dei bambini italiani sbaglia anche l’assunzione di calorie tra un pasto e un altro: la merenda risulta spesso troppo abbondante.  

 

SEDENTARIETÀ E USO SCORRETTO DELLE TECNOLOGIE

Le abitudine sbagliate si riflettono anche sull’attività fisica dei bambini italiani. Il 24% dei piccoli gioca o fa movimento non più di un giorno a settimana, mentre un bambino su tre fa uno sport solo un giorno a settimana. Inoltre, solo un bambino su quattro va a scuola a piedi o in bicicletta. Attitudini che si radicano ancora di più grazie all'uso scorretto delle tecnologie: il 44 % ha la tv in camera, il 41% guarda la tv o gioca con videogiochi, tablet, cellulari per più di due ore al giorno.

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