Perché la Sanità digitale è ancora un miraggio

Nel 2016 la metà degli italiani ha utilizzato almeno un servizio online in ambito sanitario: ma gli investimenti pubblici per la digitalizzazione sono in calo. I dati dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano

Oltre un italiano su due si serve regolarmente del web per informarsi sulle struttura sanitarie, sulle patologie e per prenotare esami e visite, ma la vera digitalizzazione della Sanità è ancora lontana a causa di investimenti ancora sottodimensionati. 

Nel 2016 l’Italia ha infatti investito 1,27 miliardi di euro per l'aggiornamento digitale dei servizi sanitari, una spesa pari all’1,1% del totale, un dato in ogni caso lontano dagli standard europei. Sono i dati salienti che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata il 4 maggio a Milano durante il convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale”. 

CALANO GLI INVESTIMENTI IN DIGITALIZZAZIONE

La Sanità digitale è una priorità per il Governo, il Ministero della Salute e le Regioni, ma i tempi e di realizzazione restano un'incognitai: anche la spesa complessiva per la digitalizzazione della Sanità nel 2016, come risulta dal report dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, è stata pari a 1,27 miliardi di euro (1,1% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a 21 per abitante), con un calo del 5% rispetto al dato del 2015, anno in cui la spesa era stata stimata pari a 1,34 miliardi di euro.

Secondo l'analisi dei dati da parte dell'Oservatorio, si conferma come "i ritardi normativi, la mancanza di risorse inizialmente promesse nel Patto per la Sanità digitale e l’incertezza dovuta alle riforme in atto in molte Regioni, abbiano bloccato nuove progettualità”.

SI INVESTE NELLE CARTELLE CLINICHE ELETTRONICHE E SERVIZI ONLINE

Tra i riscontri positivi messi in luce dall’Osservatorio prosegue il percorso di digitalizzazione di base delle aziende sanitarie. L’investimento più significativo è quello dedicato allo sviluppo della Cartella Clinica Elettronica, che ha registrato un leggero incremento, raggiungendo i 65 milioni di euro nel 2016.

Quanto ai servizi digitali offerti ai cittadini nel 2016 sono stati investiti 14 milioni di euro: l’80% delle strutture sanitarie offre già, direttamente o tramite soluzioni regionali, il download dei referti via web, il 61% per la prenotazione delle prestazioni via internet. Dalle Regioni arrivano segnali incoraggianti sui piani di sviluppo del fascicolo sanitario elettronico e sulle riforme sanitarie.

 

LA TELEMEDICINA

Crescono gli investimenti anche nella Telemedicina, pari a 20 milioni di euro nel 2016, a fronte dei 13 milioni del 2015. Tuttavia, la diffusione di soluzioni di telemedicina è ancora a macchia di leopardo. Le tecnologie più diffuse, in circa un’azienda su tre, sono quelle che permettono il teleconsulto tra strutture ospedaliere o i dipartimenti.   

“Le soluzioni di Telemedicina sono di interesse sia per i medici che per i pazienti – ha spiegato Paolo Locatelli, Responsabile scientifico dell’Osservatorio – ma non sembrano trovare ad oggi il giusto spazio nei piani di investimento delle strutture sanitarie, ancora impegnate a informatizzare i servizi di base o ad adattare i propri sistemi informativi. Rallentano quindi le soluzioni più avanzate, come Tele-riabilitazione e Tele-assistenza, ancora in sperimentazione in solo il 10% delle aziende.

 

UN ITALIANO SU DUE USA I SERVIZI ONLINE DELLE STRUTTURE

Se il Sistema Sanitario Nazionale si muove lentamente, cittadini e medici sono già un passo avanti: il 51% degli italiani nel 2016 ha utilizzato almeno un servizio online in ambito sanitario, in particolare per informazioni sulle strutture (32%) e per prenotare online esami e visite (22%). I medici sono più attenti alle tecnologie soprattutto per acquisire informazioni o comunicare: oltre la metà dei medici di medicina interna e quattro medici di medicina generale su dieci utilizzano app per aggiornarsi a livello professionale, il 42% degli internisti e il 53% dei Mmg utilizzano Whatsapp per comunicare con i pazienti.

“Se da un lato, l’utilizzo delle app da parte dei cittadini italiani è aumentato rispetto all’anno scorso, dall’altro, è diminuito l’interesse da parte di chi ancora non le utilizza - ha affermato Emanuele Lettieri, responsabile scientifico dell’Osservatorio - Chi non è interessato è in attesa di soluzioni più affidabili e di strumenti di interpretazione del dato più avanzati rispetto all’attuale reportistica. Su questi due temi, affidabilità e potere informativo, si giocherà nei prossimi anni la ‘partita’ delle app per il monitoraggio dello stile di vita, con medici e produttori che avranno un ruolo determinante per consolidare/limitare questo mercato.”

 

I PREMI DELL’INNOVAZIONE DIGITALE IN SANITÀ

Durante l'evento sono stati premiati i vincitori dell'ottava edizione del Premio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.

Per la categoria “processi amministrativi e gestionali”, Istituti Clinico Scientifici Maugeri (Pavia) nei “processi clinici e assistenziali”, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nei “servizi al cittadino” e Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (Roma) per la “integrazione con il territorio”.

Sono state assegnate anche due menzioni particolari, l'una per IRCCS Istituto Clinico Humanitas nella categoria "processi clinici e assistenziali" e l'altra per UniSalute nella categoria "integrazione con il territorio". UniSalute ha ricevuto una menzione speciale per il progetto Monitor Salute, sviluppato in partnership con Vree Health (Gruppo MSD). “Progetto primo nel suo genere – come ha spiegato a Bussola Sanità Gianluca Gigante, Head of Business Operations di Vree Health - che prova a dare una risposta assistenziale continua al tema delle cronicità”. Il servizio fornisce al soggetto affetto da una o più malattie croniche un piano di telemonitoraggio individualizzato e supportato, da remoto, dalla centrale medica. Il paziente oltre a ricevere sostegno domiciliare ha a disposizione un’applicazione che permette di tenere sotto controllo il suo stato di salute.  

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