Perché il diabete gestazionale può essere un rischio per mamma e bambino

Perché il diabete gestazionale può essere un rischio per mamma e bambino

Controllare regolarmente la glicemia in gravidanza può prevenire il rischio di diabete mellito: ne parliamo con la Dott.ssa Marina Scavini, diabetologa dell'Ospedale San Raffaele di Milano

di Ludovica Angelini

 

Il diabete gestazionale può essere anche il campanello d’allarme per la cronicizzazione della malattia. La patologia potrebbe infatti mascherare la predisposizione della donna a un futuro diabete: si tratta di una forma dell’alterazione metabolica che colpisce le donne durante la gravidanza e si risolve solitamente dopo il parto.

Esattamente come avviene per il diabete mellito di tipo 1, il pancreas della gestante non è in grado di secernere il giusto quantitativo di insulina per permettere all’organismo di gestire lo zucchero nel sangue. Il diabete gestazionale è asintomatico, ma può causare gravi danni al bambino che potrebbe anche sviluppare una futura forma di diabete di tipo 2.   

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Marina Scavini, diabetologa dell’ambulatorio Diabete e gravidanza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

 

Dott.ssa Scavini quante donne in gravidanza scoprono di avere il diabete gestazionale?

Ad oggi in Italia non si conosce in maniera precisa la percentuale di gravidanze complicata da diabete gestazionale perché non esiste un sistema di monitoraggio nazionale. Dai dati di specifiche aree geografiche si stima che in Italia il diabete gestazionale interessi circa il 7-14 percento delle gravidanze, ovvero è la patologia della gravidanza più frequente dopo l’ipertensione.

 

L’insorgere del diabete gestazionale potrebbe essere un campanello d’allarme per lo sviluppo di diabete nella vita futura della donna?

È così. La gravidanza è un evento che sottopone il corpo delle donne a una sorta di stress test. Quindi il diabete gestazionale è una spia che può rendere evidente una predisposizione a sviluppare il diabete negli anni successivi. Per questo nelle donne con una storia di diabete gestazionale è molto importante dopo il parto mantenere uno stile di vita sano, una buona alimentazione, un peso corporeo ideale e un’attività fisica costante. In questo modo una donna con predisposizione a sviluppare il diabete può efficacemente prevenirlo.

 

Quali sono i fattori di rischio che aumentano la probabilità di avere il diabete gestazionale?  

Sappiamo che il diabete gestazionale si manifesta soprattutto in donne che presentano fattori di rischio come l’obesità o il sovrappeso, la sedentarietà e la storia familiare di diabete, il diabete gestazionale o un bimbo di peso alla nascita superiore a 4 chili in una precedente gravidanza. Il rischio è aumentato anche in donne provenienti da Paesi con un’alta prevalenza di diabete, come il Nord Africa, alcuni paesi caraibici e orientali. Ma anche l’età superiore a 35 anni al momento della gravidanza può aumentare la probabilità di avere il diabete gestazionale. Consigliamo quindi alle donne in gravidanza con questi fattori di rischio di sottoporsi allo screening per il diabete gestazionale mediante carico orale di glucosio.

 

Come si può riconoscere il diabete gestazionale?

In generale il diabete gestazionale non dà sintomi perché i valori di glicemia non sono molto alti, ma in gravidanza anche un modesto aumento della glicemia può avere effetti sul feto. Infatti lo zucchero del sangue materno viene trasferito al bambino attraverso la placenta. Livelli di zucchero più alti nella mamma corrispondono a livelli di zucchero più alti nel bambino. Questi livelli di glicemia più alti stimolano il pancreas del bambino a produrre insulina per abbassare la sua glicemia. Il bambino si ritrova quindi a crescere in un ambiente con troppa insulina in circolo e questo favorisce la trasformazione del glucosio in grassi che si depositano poi a livello dell’addome del bambino, che aumenta così di peso, diventando troppo grande, fino a superare i 4 chilogrammi a termine di gravidanza.

 

Quali sono i rischi?

I rischi sono soprattutto al momento parto. Più il bambino è di grandi dimensioni, più sarà difficile partorire normalmente, soprattutto nel caso di un primo bambino. Molto spesso nelle donne con diabete gestazionale non diagnosticato o non adeguatamente seguito viene indotto il travaglio intorno a 38 settimane di gestazione o, se arrivano a termine di gestazione, è necessario un parto cesareo in elezione.

Se il diabete gestazionale non è ben controllato e i valori della glicemia materna sono alti, il bambino alla nascita potrebbe avere il problema opposto, ovvero un abbassamento importante della glicemia, potenzialmente pericoloso. Durante la gravidanza con diabete gestazionale il bambino ha ricevuto un ingente flusso di zuccheri e prodotto molta insulina. Dopo il taglio del cordone ombelicale il flusso di zucchero viene a cessare e l’insulina ancora in circolo può provocare una riduzione della glicemia anche a livelli molto bassi, che possono richiedere l’alimentazione precoce del neonato o anche l’infusione endovenosa di glucosio per diverse ore.

Quindi la mamma non avrà la gioia di avere il proprio bambino tra le braccia e questo si riflette anche sull’allattamento. Se il neonato viene allontanato dalla mamma subito dopo la nascita potrebbe non abituarsi all’allattamento al seno, che è l’ideale per un bambino.

 

C’è il rischio che il neonato sviluppi il diabete in futuro?

I bambini nati da una gravidanza con diabete gestazionale tendono ad avere un rischio maggiore di sovrappeso e obesità nell’infanzia e adolescenza e in alcune popolazioni un maggior rischio di diabete di tipo 2 in età adulta.

 

Come viene trattato il diabete gestazionale?

Se il diabete gestazionale viene diagnosticato e seguito secondo le raccomandazioni, le glicemie tendono a normalizzarsi riducendo di molto i rischi per la madre e per il bambino. Nel 70-80 percento delle donne a con diabete gestazionale è sufficiente seguire una giusta alimentazione per normalizzare le glicemie. Solo nel restante 20-30 percento dei casi è richiesto un trattamento temporaneo con iniezioni di insulina che verrà poi sospeso al momento del travaglio. Per verificare che la dieta mantenga effettivamente le glicemie al di sotto delle soglie raccomandate (meno di 90 mg/dl il mattino a digiuno o prima di pranzo e cena; meno di 120 mg/dl due ore dopo i pasti) è necessario che la donna impari a misurare la glicemia su una goccia di sangue capillare utilizzando strisce reattive e un glucometro. Solitamente vengono raccomandate tre misurazioni al giorno nei diversi momenti della giornata.

 

Come viene affrontato il percorso di cura nel vostro ambulatorio Diabete e Gravidanza dell’Ospedale San Raffaele di Milano?

Quello che offriamo alle donne è un servizio a tutto tondo. Nel nostro ambulatorio si possono trovare in un’unica sede diabetologo, ostetrico e dietista. In tempo reale, il ginecologo e il diabetologo collaborano per accompagnare la futura mamma nel cammino della gestione del diabete. La donna può trovare qui anche un supporto psicologico nel caso fosse necessario per affrontare con maggiore serenità una gravidanza con diabete.

 

Quali sono i suoi consigli alle pazienti?

E’ fondamentale fare una glicemia a digiuno alla prima visita in gravidanza per escludere un diabete presente già prima della gravidanza ma non ancora diagnosticato. Se la glicemia a inizio gravidanza è normale è poi necessario sottoporsi al test da carico con 75 grammi di glucosio a 24-28 settimane di gravidanza per lo screening del diabete gestazionale. Per le donne che hanno un rischio elevato (donne obese, o con diabete gestazionale in una precedente gravidanza), consigliamo di effettuare il test da carico più precocemente, intorno alle 16-18 settimane di gravidanza. Quando viene fatta la diagnosi di diabete è importante essere viste da subito presso un centro specializzato.

 

Che tipo di alimentazione è consigliata nelle donne con una diagnosi di diabete gestazionale?

L’alimentazione è un aspetto fondamentale per le donne a cui viene fatta la diagnosi di diabete gestazionale. Alle donne con un alto rischio consiglio di evitare l’aumento eccessivo di peso, che dovrebbe essere contenuto intorno ai 10-12 kg nelle donne normopeso prima della gravidanza anche meno nelle donne in sovrappeso o obese. E’ consigliata una dieta con un apporto calorico intorno alle 1.600 kcal al giorno. Vanno preferiti i carboidrati complessi (pane, pasta, legumi e in quantità limitate riso e patate), rispetto a quelli semplici (lo zucchero bianco e di canna e tutti i cibi che li contengono come miele, marmellata, biscotti, brioches/cornetti, dolciumi in generale, torte, gelati, sorbetti, granite, etc…) nelle giuste quantità. E’ importante fare tre pasti principali (per evitare lunghi periodi di digiuno) e due spuntini, a metà mattina e a metà pomeriggio. Un consiglio: non saltare la colazione, evitare la pizza, limitare il riso, prediligere pasta integrale, ogni tanto sostituire pane, pasta o riso con i legumi, evitare davvero i dolci che fanno aumentare molto la glicemia e non fanno sentire sazie. Come per tutte le donne in gravidanza non è importante non assumere alcolici, superalcolici e non fumare.

 

Cosa succede dopo la gravidanza?

Dopo il parto, il diabete gestazionale tende a scomparire. Ma è fondamentale verificare che la tolleranza agli zuccheri sia davvero tornata normale. Per questo si raccomanda 6-12 settimane dopo il parto di eseguire un carico orale con 75 grammi di glucosio. Tutto quello che consigliamo alle nostre donne con diabete gestazionale in gravidanza sono stili di vita che dovrebbero continuare per il resto della vita. La giusta alimentazione e una regolare attività fisica, anche solo camminare, nuotare o praticare uno sport non agonistico: se la mamma mantiene negli anni questo stile di vita potrà estenderlo al resto della famiglia con un guadagno di salute per tutti. 

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