Perdite da impianto: quanto durano e come riconoscerle

Le perdite ematiche che interessano la fase iniziale della gravidanza vengono spesso confuse con lo spotting mestruale. Ecco una breve guida per identificarle

Nelle prime fasi della gravidanza possono comparire le perdite da impianto, piccole gocce di sangue che identificano l’annidamento dell’embrione nella parete uterina. Circa dieci giorni dopo la fecondazione l’ovulo inizia a spostarsi dalle tube di Faloppio verso l’utero, in cui resterà e si formerà per i successivi nove mesi di gravidanza, provocando delle piccole lesioni ai vasi sanguigni.

Non è nulla di preoccupante, anzi, è un fenomeno normale e fisiologico che si presenta in circa il 7% delle gravidanze. Molto spesso le perdite ematiche vengono confuse con il flusso del ciclo mestruale ma hanno durata, colore e consistenza diversi.

Ecco alcune cose da sapere per scoprire se le gocce di sangue sono spotting da impianto o ciclo mestruale.

 

COSA SONO LE PERDITE DA IMPIANTO

Lo spotting, dall’inglese “to spot” che significa macchiare, è caratterizzano da piccole perdite ematiche che possono verificarsi tra un ciclo mestruale e un altro. Molto spesso possono essere fuorvianti e spaventare la donna alla ricerca della gravidanza.

Come si riconoscono le perdite da impianto? E cosa le differenzia dalle perdite mestruali? Le perdite da impianto sono alcune goccioline ematiche che si presentano nel 6-7% delle future mamme. C’è da dire che non è nulla di preoccupante, in quanto gli episodi sono assolutamente normali e fisiologici. Le gocce di sangue rappresentano l’annidamento dell’embrione nella parete uterina, o endometrio. Questa fase della gravidanza è importante perché una volta impiantato l’embrione creerà l’ambiente adatto per riprodursi e svilupparsi durante i nove mesi di gestazione.  Il sangue che fuoriesce potrebbe essere causato dalle piccole rotture di alcuni vasi sanguigni dell’utero o a piccoli traumi dei tessuti del collo dell’utero che si stanno modificando per ospitare il feto.

 

SPOTTING DA IMPIANTO: SINTOMI

Lo spotting da impianto può manifestarsi con alcuni sintomi, non particolarmente dolorosi. Mentre in altre donne le perdite possono essere totalmente asintomatiche. I sintomi caratteristici sono le piccole contrazioni uterine, che possono risultare molto fastidiose, e spesso confuse con quelle della sindrome premestruale.

Altri primissimi sintomi che le donne in gravidanza possono riscontrare sono: tensione e gonfiore del seno e dell’addome, nausee mattutine, insonnia, spossatezza e disturbi gastrointestinali.

 

QUANTO DURANO LE PERDITE DA IMPIANTO

Un’altra differenza che permette di capire se le perdite non sono causate del ciclo mestruale è riscontrabile nel periodo della comparsa. Le perdite da impianto si presentano intorno ai primi dieci giorni dal concepimento, quindi in anticipo di circa due settimane rispetto alle mestruazioni.

È importante monitorare la durata delle gocce di sangue perché se il colore diventa sempre più scuro e il flusso non diminuisce probabilmente sono arrivate le mestruazioni. Non è ancora possibile definire un durata precisa delle perdite da impianto ma nella maggior parte dei casi possono terminare entro 3-4 giorni dalla comparsa.  

 

PERDITE DA IMPIANTO: COLORE

Identificare il colore delle perdite ematiche in gravidanza è fondamentale per diversificarle dallo spotting premestruale. Mentre le perdite tipiche del ciclo mestruale sono di colore rosso intenso, nelle perdite da impianto il colore si avvicina a un rosso più chiaro, quasi rosato e molto spesso raggiungere il marrone. Il colore delle perdite possono identificare l’avvenuto annidamento dell’ovulo fecondato: più sono chiare e più l’impianto è recente.

Anche la consistenza delle perdite sono diverse dal ciclo mestruale. Lo spotting della prima fase della gravidanza è viscoso perché accompagnato da muco vaginale. Mentre le perdite da ciclo mestruale sono più dense a causa dei coaguli di sangue nel flusso.  

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