Mononucleosi: cos'è e quali sono i sintomi

Una breve guida su quello che c'è da sapere sulla malattia infettiva causata dal virus di Epstein-Barr: come avviene il contagio e come si manifesta

Febbre, mal di gola e linfonodi ingrossati: sono sintomi di varia natura, spesso accostabili a diverse patologie. E sono anche alcuni dei sintomi della mononucleosi, la malattia infettiva provocata dal contagio con il virus di Epstein-Barr (EBV). È conosciuta comunemente come “malattia del bacio”, in quanto la trasmissione può avvenire con il semplice scambio di saliva ed è pertanto molto comune tra gli adolescenti.

Oltre l’80% delle persone è stato contagiato dal virus, ma i sintomi si presentano solo in pazienti che hanno un sistema immunitario indebolito da forte stress e malattie debilitanti.

Scopriamo cos’è la mononucleosi e come si cura.

COS’È LA MONONUCLEOSI

La mononucleosi infettiva è una patologia virale causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), appartenente alla famiglia degli Herpes virus, di cui fa parte anche il virus della Varicella. Il nome della patologia deriva dalle cellule mononucleate o monociti che vengono prodotti in maggior quantità dai globuli bianchi che “combattono” il virus.

Non è una malattia pericolosa, tranne nel caso in cui si va incontro a complicanze come la faringite grave collegata a problemi respiratori. In minor parte il virus può colpire la milza fino a provocarne un ingrossamento del volume (splenomegalia). La malattia infettiva colpisce più facilmente quando il paziente ha un sistema immunitario indebolito, a causa di una malattia debilitante o dopo un forte stress. La durata della mononucleosi si attesta tra le 3 e le 6 settimane, in alcuni casi il virus può restare latente nell’organismo ripresentando periodicamente l’infezione.  

MONONUCLEOSI: CONTAGIO

La mononucleosi è una delle patologie virali più contagiose. Come si prende la mononucleosi? Il contagio con il virus Epstein-Barr può avvenire attraverso il semplice scambio di gocce di saliva con un soggetto infetto. Proprio per questo è conosciuta come “la malattia del bacio”. Lo scambio di saliva non è l’unica modalità d’infezione, che può avvenire attraverso un rapporto sessuale o con l’utilizzo di oggetti contaminati.

Il virus colpisce prevalentemente soggetti tra i 15 e i 25 anni di età, ed è molto diffusa tra gli adolescenti. Secondo stime recenti, circa l’80-90% della popolazione è stata a contatto con l’agente virale, anche senza la manifestazione degli specifici sintomi mononucleosi collegati.

MONONUCLEOSI: INCUBAZIONE

Tra il contagio e la prima manifestazione dei sintomi c’è un periodo di incubazione della mononucleosi che può variare dai 30 ai 50 giorni. Questo intervallo può essere inferiore nei più piccoli, circa 10-15 giorni.

SINTOMI MONONUCLEOSI

La mononucleosi nella maggior parte dei casi si presenta in maniera asintomatica. A causa di questo molti pazienti possono aver contratto il virus in passato senza aver presentato i sintomi. I primi sintomi della mononucleosi negli adulti possono essere confusi con quelli tipici dell’influenza. Mentre, se l’infezione avviene durante l’età infantile, la malattia è solitamente caratterizzata da sintomi lievi. La patologia si manifesta con spossatezza, mal di gola, mal di testa e febbre bassa. Se il sistema immunitario non riesce a far fronte all’infezione, la sintomatologia può peggiorare manifestandosi con:

  • spossatezza e debolezza;
  • mal di gola con la presenza di placche sulla tonsille;
  • ingrossamento dei linfonodi;
  • febbre elevata fino a 40 gradi.

 

Nei casi più gravi di mononucleosi l’infezione può portare alla splenomegalia, ovvero un ingrossamento della milza che può rompersi in seguito a traumi e sforzi fisici.

MONONUCLEOSI: DIAGNOSI

Una volta riscontrati i sintomi della mononucleosi è possibile accertare la diagnosi, tramite il monotest. Questo test rapido permette di identificare la presenza di proteine nel sangue (anticorpi eterofili), prodotte dal sistema immunitario per “attaccare” l’infezione da EBV. Al monotest viene accompagnato dall’esame emocromocitometrico, che permette di rilevare l’aumento dei globuli bianchi e delle cellule mononucleate.

MONONUCLEOSI: CURA

Solitamente la mononucleosi infettiva ha un decorso spontaneo che non supera le due o tre settimane. Ad oggi non esistono i trattamenti specifici che permettono di eliminare il virus. L’unica cura della mononucleosi è la somministrazione di farmaci che permettono di gestire e attenuare i sintomi. I medicinali che vengono prescritti al paziente comprendono antinfiammatori e antipiretici, che permettono di abbassare la temperatura della febbre.

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