Diagnosi diabete: quando è di tipo 2

Le linee guida dell'Ada, Associazione americana diabete, per individuare la malattia cronica e controllare l'efficacia della terapia

La sintomatologia del diabete di tipo 2 non è chiara e per accertare la diagnosi il paziente deve sottoporsi ad alcune analisi. Le linee guida, pubblicate dall’Associazione americana per il diabete (Ada), elencano soprattutto i procedimenti diagnostici, come visite specialistiche e analisi, e le terapie utili per monitorare lo stato di salute dei pazienti affetti da questa malattia cronica.

Ecco quali sono i valori di riferimento per una diagnosi certa del diabete di tipo 2

DIABETE DI TIPO 2

Il diabete di tipo 2 è la forma più comune e colpisce circa il 90% dei pazienti diabetici.In questo caso, la patologia si caratterizza per due tipi di difetti: il pancreas del paziente non è in grado di secernere abbastanza insulina per soddisfare il fabbisogno dell'organismo (deficit di insulina), o la quantità di insulina non è in grado di agire in modo soddisfacente (insulino-resistenza). 

Il tipo 2 del diabete si manifesta in età adulta nelle fascia che supereno i 30 - 40 anni e può colpire soggetti che presentano: fattori ereditari, sovrappeso, sedentarietà e l’appartenenza ad alcune etnie (in particolare ispanica, asiatica e africana).

La diagnosi del diabete di tipo 2 non viene fatta all’esordio della patologia, che si presenta inizialmente asintomatica. L’assenza di sintomi conclamati è dovuto al fatto che i valori della glicemia non sono così alti da scatenare dei fenomeni, come perdita di efficienza fisica e di aumento della sete, tipici del tipo 1. A causa di questo, secondo l’Ada, quasi un terzo dei pazienti arriva in ritardo alla diagnosi del diabete, solo dopo alcune complicanze come: ictus e infarto del miocardio.

Il medico può accertare la diagnosi prescrivendo delle analisi che permettono di calcolare i valori dell’emoglobina glicata e della glicemia all’interno del sangue.

 

DIAGNOSI DIABETE

Attualmente la diagnosi certa di diabete si basa soprattutto sugli alti livelli glucosio presente nel sangue, iperglicemia. Esistono due tipi di test semplici che si basano sui calcoli della glicemia a digiuno e l’esecuzione di un carico orale di glucosio. Nei diabetici i livelli di glicemia a digiuno sono uguali o superiori a 125 mg/dl mentre nei soggetti non affetti i livelli si attestano intorno ai 100 mg/dl.

Il carico orale di glucosio si misura facendo assumere al paziente, a digiuno, 75 g di glucosio e monitorando la glicemia, attraverso le analisi del sangue, prima dell’assunzione e a distanza di due ore. Se i valori superano i 200 mg/dl si può parlare di diabete.

EMOGLOBINA GLICATA VALORI

Una volta diagnosticato il diabete di tipo 2 il paziente viene sottoposto ad una terapia insulinica, somministrata ad ogni pasto. La cura del diabete viene associata anche ad uno stile di vita salutare e a una dieta e attività fisica adeguate.

L’efficacia della terapia viene monitorata attraverso il test dei valori dell’emoglobina glicata (HbA1c). Questo test permette di controllare il glucosio presente nei globuli rossi che restano all’interno della molecola di emoglobina glicata, ovvero legata allo zucchero. Questo indicatore permette di controllare lo stadio del diabete negli ultimi 2-3 mesi facilitandone il controllo della glicemia. Se i valori dell’emoglobina glicata non superano il 6,5% la terapia del diabete può considerarsi adeguata.

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