Epilessia e crisi epilettiche: cosa fare (e cosa no)

L'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha diffuso le linee guida da seguire nel caso in cui il bambino venga colpito da convulsioni

Cosa fare nel caso in cui un bambino venga colpito da una crisi epilettica? A rispondere è l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, elencando alcune linee guida da seguire. L’epilessia è una patologia neurologica che si manifesta per il 60% dei casi nei bambini, al di sotto dei 12 anni. I più piccoli hanno un cervello meno “maturo”, rispetto a quello degli adulti, e quindi viene più facilmente colpito dalla malattia.

Ecco le linee guida da seguire in caso di crisi epilettiche caratterizzate da spasmi muscolari o solamente da stati di incoscienza del bambino.

EPILESSIA: CRISI EPILETTICHE CON CONVULSIONI

Il dipartimento di neuroscienze e neuroriabilitazione dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha diffuso delle linee guida seguire nel caso in cui il bambino venga colpito da crisi epilettiche. Il vademecum spiega che è consigliato mantenere la calma e non improvvisare con interventi inadeguati ma è sufficiente seguire queste 7 regole.

Nel caso in cui il bambino sia caduto a causa delle convulsioni è necessario:

  • adagiare il paziente in una posizione non pericolosa, ad esempio, allontanarlo da mobili, scale e oggetti appuntiti. È consigliato appoggiare la testa del paziente su un cuscino o comunque evitare che il capo colpisca ripetutamente il pavimento;
  • ruotare il bambino su di un fianco per permettere alla saliva in accesso di uscire, senza accumularsi in bocca;
  • comunemente si pensa che la prima cosa da fare sia di far uscire la lingua del paziente. Questa manovra è assolutamente sconsigliata perché gli esperti riferiscono che la lingua non viene inghiottita durante le convulsioni. Gli spasmi muscolari della mascella non permettono l’apertura della bocca, e ogni tentativo potrebbe procurare danni al bambino e a chi lo sta assistendo;
  • è sconsigliata la rianimazione del paziente, attraverso respirazioni assistite o inappropriati massaggi cardiaci. La crisi scomparirà da sola nell’arco di qualche minuto.

EPILESSIA: CRISI EPILETTICHE SENZA CONVULSIONI

Nel caso in cui le crisi epilettiche si manifestino senza spasmi motori, quindi senza la perdita di coscienza da parte del bambino, è consigliato:

  • evitare interventi inopportuni;
  • non trasmettere ulteriore agitazione al bambino, provando a mantenere la calma;
  • tranquillizzare il paziente e rassicurare gli altri

Se si è ricevuta istruzione dal medico di poter somministrare la benzodiazepina, un principio attivo con proprietà anticonvulsivanti, è comunque consigliato attendere qualche minuto. Circa il 90% delle crisi epilettiche durano al massimo 2 minuti e possono passare spontaneamente senza l’utilizzo di farmaci.

Durante la fase convulsiva è consigliato monitorare lo svolgimento della crisi e se ad esempio si manifestano segni focali: come la deviazione degli occhi da un lato o la presenza di spasmi soprattutto su un unico lato del corpo. Questi elementi sono fondamentali per poter favorire il medico nella classificazione della crisi e per segnalare la giusta terapia.

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