Asl di Rieti, in crescita la capacità assistenziale del de Lellis

Il Dg Laura Figorilli racconta l'opera di riorganizzazione che ha trasformato l'ospedale in un centro di riferimento per il territorio

Oggi, il San Camillo de Lellis di Rieti è un ospedale in grado di rispondere con efficacia alla domanda assistenziale ed è anche all'altezza degli standard qualitativi imposti dal Servizio sanitario regionale. Il direttore generale della Asl di Rieti, Laura Figorilli, racconta a Bussola Sanità il percorso compiuto per arrivare a questo risultato.

"Molto è stato reso possibile grazie ai progetti di riorganizzazione interna dei servizi - spiega Figorilli - Con l'individuazione di ruoli innovativi, dal Bed manager a chi gestisce in modo centralizzato la preospedalizzazione e le sale operatorie. Abbiamo messo a fattor comune tutte quelle risorse che prima erano invece affidate ai reparti".

" Al de Lellis, il letto non è più una risorsa del singolo reparto bensì dell'intero ospedale. Sono state infatti create piattaforme produttive dove insistono più specialità: un'area chirurgica organizzata in base alla durata della degenza con Long surgery e due Week surgery, un'area medica con una medicina 'fast' che serve a decongestionare la chirurgia da tutti quei ricoveri impropri. Pensiamo, ad esempio, alle coliche, che fanno inizialmente pensare ad una competenza chirurgica ma poi magari non si verifica alcuna necessità di intervento e non occorre impegnare un letto in chirurgia. In queste patologie di confine, i pazienti accedono solo dal Pronto soccorso e vanno alla medicina 'fast'".

"Inoltre - ricorda il manager - abbiamo realizzato due aree a gestione multidisciplinare, una dismetabolica nefrologica ed una geriatrica riabilitativa per drenare il flusso dei pazienti all'interno dell'ospedale. E non può mancare la degenza infermieristica che consente poi le dimissioni precoci: il paziente in uscita da un reparto medico o chirurgico può usufruire per un massimo di 5 giorni di questo contenitore con 10 posti letto. Qui trova una bassa intensità, ma un'alta intensità assistenziale".

"Oltre a tutto ciò siamo riusciti ad ottenere cinque deroghe per assumere altrettanti direttori di Uoc che stanno ulteriormente cambiando faccia a questo ospedale, anche se - conclude Figorilli -potevamo già contare su professionisti di grande valore".

Il de Lellis mostra infatti un complessivo ed importante miglioramento della qualità dei servizi ed i numeri lo testimoniano: per la chirurgia mammaria sono stati effettuati 153 interventi nel 2016 superando la soglia dei 150 necessari ad essere riconosciuti ed accreditati come centro di riferimento dalla Regione Lazio, le degenze inferiori ai 3 giorni per la chirurgia laparoscopica della colecisti rappresentano l'90% dei casi, gli interventi per la frattura di femore entro 48 ore sono il 70% contro l'indicazione regionale del 50%.  

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